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Ieri il presidente dell'Ania ha chiesto alla nuova maggioranza di Governo di rivedere i decreti Bersani sulle liberalizzazioni, ritenendoli sbagliati. Non ha aspettato neppure che si insediasse il Parlamento. Naturalmente ogni lobby ha il diritto di difendere i propri interessi. L'Ania farà il suo lavoro, le associazioni dei consumatori continueranno a difendere il diritto degli utenti a tariffe più basse e ad un servizio migliore. Quello che non possiamo accettare è l'incoerenza che denunciamo dal 2002. Di fronte a provvedimenti che potrebbero abbassare i costi delle imprese assicuratrici e quindi dovrebbero avere effetti positivi sui costi della polizze, l'Ania prima decanta e magnifica questi possibili ritorni favorevoli a vantaggio dei consumatori, cercando quindi anche l'appoggio delle associazioni. Poi una volta approvato il provvedimento in poco tempo cambia valutazione e afferma che gli effetti positivi non ci saranno perché ci sono costi aggiuntivi etc. etc. E' accaduto così nel 2002, in occasione del noto accordo Marzano, quando ci furono spaccature e polemiche feroci tra le associazioni dei consumatori tra chi firmò e chi rifiutò l'accordo; sta accadendo anche per l'indennizzo diretto, che doveva produrre effetti straordinari di economie importanti per le aziende, che avrebbero ridotto di molto consulenze e spese per tecnici e avvocati. Di conseguenza, sosteneva l'Ania, le polizze potranno essere ridotte. Ora il dott. Guidi con dovizia di numeri sostiene ai quattro venti che non si possono ridurre perché i costi, etc. Dottore Cerchiai, un po' di coerenza e soprattutto...un po' di calma!
2008 - redattore: AL
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