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AMBIENTE. Rapporto rifiuti 2005: insufficiente la raccolta differenziata

01/12/2005 - 11:20

 

E' stato presentato oggi a Roma, presso il Palazzetto delle Carte Geografiche in via Napoli 36, il "Rapporto Rifiuti 2005", a cura dell'APAT (Agenzia Protezione Ambiente e servizi tecnici) e dell'ONR (Osservatorio Nazionale sui Rifiuti): lo studio sottolinea un aumento generalizzato di rifiuti urbani e speciali (pericolosi e non), ed un lieve ma insufficiente incremento della raccolta differenziata.

Le informazioni raccolte nel rapporto, composto da una prima parte relativa ai rifiuti urbani e da una seconda parte riguardante i materiali speciali, si riferiscono rispettivamente all'anno 2004 ed all'anno 2003.

La produzione di rifiuti urbani è cresciuta nel 2004 a 31,1 milioni di tonnellate (+ 3,7% rispetto al 2003). L'incremento però non sembra correlato ai consumi delle famiglie (che negli ultimi anni presentano un andamento negativo): ciò potrebbe dipendere dal fatto che, nell'ammontare complessivo dei rifiuti urbani vi sono anche tipologie non provenienti dal circuito domestico, e quindi non legate ai consumi familiari. L'incremento maggiore si registra al Centro Italia, dove la produzione aumenta di circa il 5,4%. A Nord e al Sud la crescita si attesta rispettivamente al 3,3% e 3,1%.

La quantità totale di rifiuti speciali prodotti in Italia nel 2003 è pari a 1000,5 milioni di tonnellate, di cui 52,6 milioni di rifiuti non pericolosi, 5,4 milioni pericolosi e 42,5 milioni provenienti da costruzione o demolizione. Il periodo 2001-2003 evidenzia un aumento complessivo pari all'11%, una diminuzione dei rifiuti non pericolosi pari al 5% ed un notevole incremento di quelli pericolosi pari al 27%. La maggior produzione appartiene al Nord, a causa della più elevata concentrazione industriale. In confronto al 2002, la produzione totale di rifiuti speciali, al Nord ed al Centro è aumentata dell'8%, mentre al Sud ha avuto un incremento del 14%. La produzione pro capite regionale di rifiuti pericolosi registra un + 6% al Nord e + 30% al Sud; al Centro invece si ha un decremento dell'11,8%.

Per ciò che riguarda la gestione dei materiali speciali, nel 2003 46,5 milioni di tonnellate sono state avviate al recupero e 35,2 milioni allo smaltimento: in totale i rifiuti gestiti salgono a 95 milioni di tonnellate (+5,2% rispetto al 2002). I rifiuti speciali sono avviati soprattutto al recupero di materia (53,7%), il 25,4% è smaltito in discarica e solo il 3,2% viene riutilizzato in energia.

La raccolta differenziata, nel 2004, èpari a 7,1 milioni di tonnellate (22,7% della produzione totale dei rifiuti urbani), con una crescita rispetto al 2002 di solo l'1,6%. L'incremento raggiunto non consente di raggiungere l'obiettivo nazionale del 25% fissato dal D.Lgs. 22/97 per l'anno 2001. La situazione però non omogenea: nel Nord Italia la raccolta differenziata è del 35% (raggiungendo l'obiettivo fissato per il 2003), il Centro ed il Sud invece (con il 18,3% e 8,1%) sono ancora molto lontani. Analizzando le singole categorie merceologiche, si raccolgono in modo differenziato soprattutto materiali organici (verde e umido), carta ed imballaggi di plastica. Solo gli imballaggi metallici mostrano un lieve decremento.

L'APAT intende migliorare ulteriormente la contabilità dei rifiuti al fine di realizzare un controllo in tempo reale di tutti i materiali: sarà a tale scopo creato il Catasto Telematico, basato sulla gestione delle informazioni sui rifuti da parte degli Enti preposti.

2005 - redattore: AA



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