“Energia: diritti a viva voce”: contratti non richiesti nella top ten dei problemi

I contratti non richiesti sono al primo posto della speciale “top ten” delle criticità segnalate dai consumatori nel mercato dell’energia elettrica e del gas, dove alla richiesta crescente di trasparenza e di informazioni attendibili e corrette si accompagnano diversi problemi, dalla contratti non richiesti alle doppie bollette, dai ritardi nella fatturazione a conguagli, rettifiche e rimborsi. Sempre più consumatori chiedono assistenza e informazioni nel mercato dell’energia: oltre 25 mila contatti sono arrivati al numero verde e agli sportelli del progetto “Energia: diritti a viva voce”.

Il progetto è promosso dal Ministero dello Sviluppo economico, realizzato da 17 associazioni del CNCU e finanziato con le sanzioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, attraverso la Cassa Conguaglio per il settore elettrico.

A cinque anni dall’apertura del settore elettrico alla concorrenza (nel luglio 2007) due famiglie su dieci, oltre 5,6 milioni, hanno scelto il mercato libero. Solo nell’ultimo anno sono passate al mercato libero oltre un milione e mezzo di famiglie. Ma le possibilità insite nella liberalizzazione e nella concorrenza si scontrano con problemi numerosi, che vanno appunto dai contratti non richiesti – oggetto di una recentissima delibera dell’Autorità per l’energia – ai problemi di fatturazione, alla denuncia di informazioni carenti.

I primi risultati del progetto “Energia: diritti a viva voce”, partito a settembre dello scorso anno, dicono che sono oltre 25 mila i contatti, in costante aumento, arrivati al numero verde 800821212, ai 45 sportelli attivati in tutta Italia e a “IEnergia”, una App resa disponibile per Iphone e Ipad. Il progetto, nato appunto per “dare voce” ai consumatori, vede riunite 17 associazioni del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (Federconsumatori, Acu, Adoc, Adiconsum, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro tutela consumatori e utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) ed è stato presentato oggi a Roma alla presenza del presidente dell’Autorità dell’energia Guido Bortoni e del sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, e presidente CNCU, Claudio De Vincenti.

Il progetto restituisce una vera e propria “top ten” delle criticità denunciate dai cittadini. Al primo posto c’è la problematica dei contratti non richiesti e il mancato rispetto della regolazione prevista dal Codice di condotta commerciale dell’Autorità, che raccolgono il 13,7% di tutte le richieste di assistenza; seguono i conguagli e le rettifiche degli importi da pagare (pari all’11,6% delle richieste di aiuto) e rateizzazioni e rimborsi (10%). Non mancano poi la scarsa informazioni su prezzi e offerte commerciali (7,5%), il mancato o ritardato invio delle bollette (6,3%), seguite più a distanza da problemi legati alla cessazione della fornitura (4,1%), al cambio di fornitore e all’attivazione di una nuova fornitura (3,4%), alla lettura del consumi (2,8%), alle doppie fatturazioni (2,6%) e ad allacciamenti e lavori (2,4%).

Considerando invece l’insieme delle segnalazioni raccolte ed elaborate su un campione di 5 mila contatti, emerge che il 41% delle segnalazioni riguarda problemi di fatturazione; un 27% comprende richiesta di informazioni sia tecniche che commerciali; un altro 22% riguarda tematiche del mercato libero e il 10% comprende richieste legate a scarsa trasparenza e mancanza di comunicazioni su prezzi e tariffe.

“Il progetto durerà un anno e mezzo ma vogliamo che sia strutturale”, ha detto il presidente Federconsumatori Rosario Trefiletti, sottolineando come le pratiche commerciali scorrette e i contratti frutto addirittura di firme false non aiutino certo i cittadini a usufruire dei processi di liberalizzazione.

Negli ultimi quattro anni, l’Autorità per l’energia ha inflitto sanzioni agli operatori per oltre 24 milioni di euro. E lo scorso 23 aprile ha approvato una delibera per contrastare i contratti non richiesti, con diverse misure che saranno operative dal primo giugno. Ha detto il presidente Bortoni: “L’anno scorso abbiamo qualificato quella dei contratti non richiesti come una vera piaga del mercato libero, che toglie fiducia ai consumatori”.

Nella delibera approvata ci sono diversi interventi: “È il venditore – spiega Bortoni –che deve dimostrare che il consumatore ha aderito alla sua proposta commerciale. Ci sono procedure di ripristino che riportano il consumatore nello status quo ante, nel contratto che aveva prima. Siamo poi andati a colpire il valore più grande di un operatore sul mercato: la sua reputazione. Abbiamo infatti identificato una ‘lista nera’ di operatori che dal primo giugno si macchieranno del maggior numero di contratti non richiesti”. Le associazioni dei consumatori avrebbero voluto anche un indennizzo automatico per le vittime di tali pratiche scorrette, ma il presidente dell’Autorità energia spiega: “Se si esagera con l’applicazione degli indennizzi, si mettono in difficoltà gli operatori nuovi entranti. Si rischia di privilegiare gli operatori storici”.

 

di Sabrina Bergamini

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