730 precompilato, polemica fra Garante Privacy ed Entrate

Meno male che doveva semplificare la vita al contribuente. Nel prossimo 730 precompilato ci saranno le spese sostenute per le visite mediche ma probabilmente non quelle per i farmaci, che dovranno essere comunicate dal cittadino. Nel frattempo, fra Agenzia delle Entrate e Garante Privacy è quasi polemica, con l’Agenzia che chiama in causa l’Autorità nei possibili problemi di concessione di una proroga per comunicare i dati delle spese mediche e il Garante che non ci sta e parla di un’attribuzione di responsabilità non fondata e “ingenerosa”.

fisco 730Cosa sta succedendo? In audizione alla Camera, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi ha confermato che nel 730 precompilato del 2016 ci saranno le spese mediche, quelle che afferiscono al sistema tessera sanitaria, ma che ci sono problemi per quanto riguarda le spese farmaceutiche. Come riporta il Sole 24 Ore, Orlandi ha spiegato che c’è “un problema con le farmacie, alcune associazioni di categoria nonostante la legge hanno equivocato sul termine e non hanno conservato parte degli scontrini. C’è una difficoltà oggettiva della categoria, la memoria è stata cancellata e le informazioni sono irrecuperabili”.

L’altro problema riguarda la possibilità di concedere ai contribuenti una proroga per la trasmissione dei dati sulle spese mediche a fronte di una scadenza fissata al 31 gennaio. Non è tutto liscio. Orlandi (riporta il Sole 24 Ore) ha chiamato in causa il Garante Privacy: “Il Garante della privacy ha dato un mese di tempo agli utenti che vogliono eliminare alcune voci di spesa dalla dichiarazione – ha detto Orlandi – Prima di quel mese non è possibile trattare i dati, quindi noi cominciamo a trattarli a marzo, se concediamo una proroga di 15 giorni il ritardo si traslerà su Sogei che non farà in tempo a finire il suo lavoro”. Praticamente una proroga finirebbe per comportare ritardi nei rimborsi.

Dal Garante per la Privacy però è arrivata subito una netta presa di posizione: “Il Presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali ritiene che l’attribuzione di una qualche responsabilità in capo al Garante, rispetto ad eventuali ritardi nell’erogazione dei rimborsi fiscali ai contribuenti per l’anno 2015, sia non solo assolutamente priva di fondamento ma anche ingenerosa – afferma l’Autorità in una nota – L’Agenzia ed il MEF hanno inviato solo in data 20 luglio 2015, per il previsto parere, il provvedimento attuativo relativo all’utilizzo dei dati delle spese sanitarie ai fini dell’elaborazione della precompilata. Il Garante 10 giorni dopo ha espresso il relativo parere, nell’ambito del quale sono state condivise con tutta l’amministrazione finanziaria (Agenzia delle entrate, MEF e Sogei) le modalità attraverso le quali i contribuenti possono opporsi all’invio dei dati sanitari, come espressamente previsto dal citato provvedimento”. Il Garante precisa poi che in quella circostanza e nei mesi seguenti “l’Agenzia non ha sollevato alcuna criticità con particolare riferimento alla tempistica per l’esercizio del suddetto diritto di opposizione. Nessuna responsabilità può essere quindi attribuita al Garante”.

Comments are closed.