Abuso posizione dominante nel trasporto gas, Antitrust apre istruttoria su Eni

Abuso di posizione dominante nel mercato del trasporto internazionale del gas in Italia. E’ questo l’oggetto dell’istruttoria avviata dall’Antitrust nei confronti di Eni, su segnalazione di Gas Intensive, il consorzio costituito da 8 associazioni di categoria che rappresentano le imprese italiane grandi consumatrici di gas naturale.

La decisione è stata notificata ieri nel corso di alcune ispezioni condotte dai funzionari Antitrust in collaborazione, con il Nucleo tutela mercati della Guardia di Finanza. L’istruttoria dovrà concludersi entro il 15 marzo 2013 e dovrà verificare che Eni non abbia violato le norme europee sulla concorrenza con conseguenze principalmente sulla fornitura di gas ai clienti industriali.

Secondo Gas Intensive, a partire da aprile 2011 Eni, per la prima volta dopo anni, non avrebbe più organizzato aste per la cessione della capacità di trasporto da essa detenuta ma della quale non pianificava di servirsi per le proprie importazioni sui gasdotti Tenp/Transitgas e TAG. In questo modo Eni, che detiene la quota prevalente dei diritti di capacità sui gasdotti TAG e Transitgas, ha limitato la disponibilità di capacità di trasporto per altri importatori (trasportatori e utilizzatori finali/clienti industriali che fanno ricorso all’autoapprovvigionamento), a fronte di un sostanziale sottoutilizzo dei gasdotti.

Il comportamento si è realizzato in presenza di un differenziale positivo tra prezzi italiani e prezzi prevalenti sugli hub europei (intorno ai 5€/MWh), superiore ai costi necessari a trasportare quel gas in Italia (circa 2€/MWh), nonché proprio in occasione della prima assegnazione agli utenti finali grandi consumatori di gas della nuova capacità di stoccaggio prevista ai sensi del d.lgs. 130/2010.

Per Gas Intensive la mancata indizione delle aste per la capacità ha quindi impedito ai grandi consumatori industriali consorziati di rifornirsi di gas “estivo” sui mercati esteri a prezzi più convenienti e di sfruttare le nuove opportunità di stoccaggio offerte dal nuovo quadro normativo. Secondo l’Antitrust, la condotta di Eni, se volta ad ostacolare forme di approvvigionamento indipendente di gas tese a sfruttare le condizioni di favore dovute al differenziale tra i prezzi italiani ed i prezzi europei, appare idonea a peggiorare le condizioni concorrenziali sul mercato della fornitura di gas ai clienti industriali.

 

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