Applicazione diritto europeo: Italia maglia nera

Diminuisce il numero di infrazioni aperte in Europa sull’applicazione del diritto dell’Unione. In questo contesto, l’Italia si distingue però per essere il paese nel quale, nel 2012, è stato aperto il maggior numero di procedure di infrazione (ben 99) anche per quanto riguarda il recepimento tardivo delle direttive europee. L’Italia è al primo posto anche in tema di denunce da parte del pubblico (cittadini e imprese) relative alla corretta applicazione delle norme europee. Questo quanto emerge dalla relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell’Unione europea.

Il documento mostra i risultati ottenuti dai diversi Stati nell’applicazione della legislazione europea. Alla fine del 2012 il numero di procedure d’infrazione aperte è inferiore agli anni precedenti, mentre è aumentato il numero di casi trattati con meccanismi di risoluzione dei problemi quali EU Pilot, il che dimostra come la Commissione europea sia determinata a collaborare con gli Stati per risolvere i problemi e aumentare il rispetto della legge. In particolare, alla fine del 2012 il numero di procedure di infrazione aperte è diminuito del 25% rispetto all’anno precedente: ambiente, trasporti, fiscalità e mercato interno e servizi sono stati i quattro settori più colpiti da infrazioni, nei quali si è registrato complessivamente oltre il 60% dei casi.

I paesi nei cui confronti è stata aperta la maggior parte delle procedure di infrazione sono l’Italia (99), il Belgio (92) e la Spagna (91). Come nel 2011, la Lettonia è il paese che ha ottenuto i migliori risultati, con appena 20 casi, seguita dalla Lituania e dall’Estonia (con 22 e 24 procedure rispettivamente).

Le precedenti relazioni annuali mettevano in evidenza i ritardi nel recepimento delle direttive da parte degli Stati membri. Rispetto ai cattivi risultati dell’anno scorso, la situazione è nettamente migliorata: alla fine del 2012, le procedure d’infrazione aperte per recepimento tardivo erano inferiori del 45% a quelle registrate 12 mesi prima. L’anno scorso, la maggior parte dei casi d’infrazione per recepimento tardivo è stata aperta nei confronti dell’Italia (36), del Portogallo (34) e dell’Ungheria (26), mentre i migliori risultati sotto questo aspetto sono stati ottenuti dall’Estonia (5), dai Paesi Bassi e dalla Svezia (6 casi ciascuno). Per scoraggiare questi ritardi, la Commissione ha continuato a fare pieno uso del sistema delle sanzioni introdotto con il trattato di Lisbona. Ha quindi deferito 35 casi alla Corte di giustizia con richiesta di sanzioni pecuniarie, nei confronti di Polonia (10), Slovenia (5), Paesi Bassi e Finlandia (4 ciascuno), Cipro e Belgio (3 ciascuno), Germania, Bulgaria, Slovacchia, Lussemburgo, Portogallo e Ungheria (1 ciascuno). Nel 2011 erano state solo 9 le decisioni di rinvio alla Corte prese dalla Commissione.

Un contributo importante per controllare la corretta applicazione delle norme europee viene dalle denunce di cittadini, imprese e portatori di interesse, che nel 2012 sono state 3.141: le denunce dei cittadini si sono concentrate soprattutto nei settori dell’ambiente, della giustizia e del mercato interno e servizi (rispettivamente 588, 491 e 462 denunce) e hanno riguardato per la maggior parte l’Italia (438), la Spagna (306) e la Francia (242).

Comments are closed.