Farmaci, Cittadinanzattiva: sempre più costosi

Garantire l’accesso gratuito ai farmaci necessari ed insostituibili per il trattamento delle patologie croniche e delle relative complicanze e a quelli innovativi. Sono queste due delle richieste formulate oggi da Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato che ha presentato il I Rapporto sull’accesso all’assistenza farmaceutica. “I diversi correttivi effettuati sulla spesa farmaceutica hanno notevolmente inciso sulle tasche degli italiani”  ha detto Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale dell’Associazione aggiungendo che “i cittadini sono preoccupati ed indignati per l’aumento del costo dei ticket e per il costo dei farmaci in fascia C e quelli in fascia A”. L’indagine di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato si è svolta tra maggio ed agosto 2012 ed ha visto la partecipazione di 78 farmacie ASL, ospedaliere e di Aziende Ospedaliere.

I risultati.

Accesso ai servizi farmaceutici pubblici da parte dei cittadini

Gli orari di apertura al pubblico delle farmacie ospedaliere territoriali ed aziendali risultano abbastanza congrui rispetto alle esigenze dei cittadini, sebbene si segnalino difficoltà legate alla mancata apertura nei giorni festivi e pre-festivi. Le farmacie monitorate sono raggiungibili senza grosse difficoltà attraverso mezzi pubblici e privati (solo nel 7% dei casi risultano difficili da raggiungere sia con mezzi pubblici che con mezzi privati). L’84% è dotato di parcheggio per disabili, mentre le barriere architettoniche sono presenti nel 6% dei presidi monitorati. Nota dolente, nel 54% delle farmacie monitorate non è attivo un servizio di erogazione farmaci a domicilio.

Le informazioni al cittadino

Il cittadino riceve le informazioni prevalentemente e direttamente recandosi in farmacia (94,4%) e, in alcuni casi, solo nei giorni di apertura (62,5%). Vi sono presidi che garantiscono una risposta a chi invia una richiesta via fax (61%) o attraverso posta elettronica (31,9%). Le informazioni, fornite sempre a voce, vengono accompagnate nel 38,9% dei casi da materiali cartacei in lingua italiana, nel 6,9% questi materiali sono anche redatti in più lingue.

L’accesso all’assistenza farmaceutica a domicilio

Nel  39,4% dei casi i cittadini sono costretti a ritirare il farmaco presso il presidio farmaceutico.  Vi sono farmacie che forniscono un servizio di assistenza domiciliare alle persone allettate (31%), a chi è affetto da patologie croniche, rare e degenerative (9,9%) a chi assume terapie a lungo termine (5,6%). Ancora, l’8,5% risponde di collaborare con le farmacie territoriali più vicine al domicilio dell’interessato per provvedere all’erogazione della terapia.

La mobilità sanitaria e l’accesso all’assistenza farmaceutica

Se il 35,8% dei presidi farmaceutici oggetto di indagine cerca di erogare il farmaco anche quando il centro prescrittore fa capo ad una ASL diversa, il 29,9% fornisce il farmaco, solo se è contemplato nel prontuario.

Budget per la spesa farmaceutica ed accesso alle terapie

Il 75% dei farmacisti che ha risposto alla nostra a indagine indica che, rispetto alla programmazione dell’ultimo anno, sono state rilevate spese aggiuntive o impreviste a cui si è dovuto far fronte e che, nonostante queste spese, si è comunque riusciti ad autorizzare e garantire l’erogazione dei farmaci prescritti (89,2%). Infine, il 58,1% di questi farmacisti considera inadeguati i budget per la spesa farmaceutica predisposti dalle loro ASL/AO/Ospedali.

Prontuari farmaceutici aziendali

L’87,7% dei presidi farmaceutici oggetto della nostra indagine è dotato, infatti, di una “Commissione prontuario terapeutico aziendale”. Solo nell’11,7% di queste commissioni è presente un rappresentante delle associazioni di tutela dei diritti o di persone affette da patologie croniche e rare, sarebbe invece auspicabile una maggiore presenza delle associazioni, proprio nell’ottica della multidisciplinarità, elemento imprescindibile per la composizione delle  Commissioni.

Applicazione Accordo Stato Regioni del 18/11/2010

Al fine di arginare il problema dei tempi lunghi di inserimento dei farmaci innovativi nei prontuari terapeutici regionali (di area vasta), aziendali ed ospedalieri, e di rendere più omogenee le politiche regionali sull’erogazione dei farmaci più nuovi, un passo è stato fatto attraverso la pubblicazione dell’Accordo Stato – Regioni 18 novembre 2010 secondo cui i medicinali, che hanno acquisito il riconoscimento di farmaci ad innovazione definita “importante” o “potenziale”, devono essere resi disponibili immediatamente nelle strutture ospedaliere, anche se non sono inclusi nel prontuario regionale vincolante. I dati della nostra indagine mostrano che i principi attivi indicati attraverso la lista AIFA (ed aggiornata nel  dicembre 2011), sono presenti nei Prontuari Terapeutici Ospedalieri, ma non in maniera completa.

Il range che indica la presenza nei prontuari ospedalieri di quei farmaci, va da un valore minino pari a 71,1% (rappresentato da tre principi attivi: l’Ivrabradina per la cura dell’ insufficienza cardiaca cronica, il Metilnaltrexone per metabolismo in chi effettua terapia del dolore e si trova agli stadi terminali, il Tafluprost per la cura del glaucoma primario) ad un valore massimo pari all’82,2% (rappresentato dal Pegaptanib, che cura la degenerazione vascolare) e da un picco ulteriormente più alto, che non supera l’86,7%, rappresentato dal Prasugrel (antitrombotico).

 

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