Benzina, che fine hanno fatto i cartelloni dei prezzi?

Che fine hanno fatto i cartelloni con i prezzi dei carburanti in autostrada? Spenti o senza indicazioni, i cartelloni elettronici che qualche anno fa furono presentati come “i nuovi amici degli automobilisti”, sono diventati dei totem ingombranti e inutili (in alcuni casi sono addirittura spariti). Da stella polare dell’automobilista alla ricerca del distributore meno caro, il cartellone si è trasformato in un faro spento.  

Secondo Altroconsumo se i cartelloni elettronici funzionassero si potrebbe risparmiare il 5% sul prezzo della benzina e il 4% su quello del gasolio: in cifre quasi 6,4 milioni di euro. Fallimentare quindi il risultato di una legge sulle liberalizzazioni (nel 2007) e dei due decreti recenti che impongono una maggiore trasparenza.

Nel tratto che collega Milano e Brescia si incontra soltanto un cartellone (in 100 km di strada) che peraltro presenta l’indicazione di uno solo dei distributori più vicini (che invece sono 4). Per gli altri il prezzo risulta “non pervenuto”.  Va un po’ meglio lungo l’A1 nel tratto Firenze-Bologna: il dispositivo poco dopo lo svincolo di Barberino riporta le cifre di 3 distributori su 4. Scendendo la situazione non migliora: sulla Firenze-Roma il pannello elettronico indica i prezzi di 2 distributori (i più vicini) su 4. Un altro, nei pressi dell’uscita Ponzano/Soratte, è spento.

Ma quella dei cartelloni dei prezzi è soltanto il secondo atto della commedia estiva del “magico mondo dei benzinai”. Due giorni prima di Ferragosto, infatti, sono stati resi noti i risultati dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza su oltre mille distributori di carburanti: il 14% è risultato irregolare. Nei casi più gravi è stata trovata acqua nel gasolio. Negli altri casi, i display sono risultati alterati di almeno l’8-10% rispetto al carburante realmente erogato.

Sono scattate denunce per frode in commercio o uso di strumenti di misura alterati e 59 colonnine o pistole erogatrici sono state sequestrate. I gestori sanzionati amministrativamente sono stati 68, tra cui 61 per violazione della disciplina sui prezzi esposti, non corrispondenti a quanto indicato dalle colonnine dopo il rifornimento, e 7 per rimozione dei sigilli che assicurano il corretto e regolare funzionamento degli impianti.

In provincia di Napoli, addirittura, alcuni automobilisti sono finiti ”in panne” poco dopo aver fatto il pieno: le analisi chimiche effettuate sui campioni di carburante hanno confermato la presenza del 15% di acqua. Un altro impianto aveva le schede elettroniche dei contalitri alterate: oltre 1.200.000 litri sono stati venduti ”in nero” e le relative imposte trattenute dal gestore.

In due distributori di Palermo, la Finanza ha scoperto la manomissione dei sigilli di taratura apposti dall’Ufficio Metrico e l’alterazione dei misuratori, con l’erogazione di carburante inferiore dell’8% rispetto a quanto visualizzato sui display. A Reggio Emilia, la benzina effettivamente erogata da un distributore e’ risultata inferiore del 10% rispetto a quanto indicato.

La Guardia di Finanza ha avvertito che i controlli non sono finiti.

Un commento a “Benzina, che fine hanno fatto i cartelloni dei prezzi?”

  1. Sam ha detto:

    Mi è capitato di notare anche che i cartelli esposti all’ingresso del benzinaio fossero differenti da quelli sulla pompa…fuori ovviamente riportavano un prezzo inferiore.