Biglietti aerei online, Antitrust multa Pegasus Airlines

I costi di prenotazione dei biglietti aerei devono essere trasparenti e includere tutti gli elementi di costo sin dall’inizio della prenotazione online. E quando si pubblicizza qualcosa come gratuito, questo non deve essere subordinato (e dunque limitato) da eventuali costi e oneri di diverso tipo. Per questo l’Antitrust ha sanzionato per complessivi 350 mila euro Pegasus Airlines, compagnia aerea privata turca low cost con base a Istanbul.

Il procedimento dell’Autorità ha riguardato il mancato inserimento, nel prezzo finale dei biglietti aerei pubblicizzati sul sito internet della compagnia, di una tassa/commissione di servizio (o service fee) che verrebbe aggiunta al prezzo finale del volo e prima del pagamento. La seconda pratica analizzata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato è stata la diffusione di “informazioni ingannevoli in merito alla gratuità del check-in online” e la richiesta del pagamento per un servizio non reso. C’è da considerare, informa l’Antitrust nell’ultimo bollettino, che la compagnia aerea “ha fatto presente la propria intenzione di modificare l’infrastruttura relativa al percorso di prenotazione dei voli, mostrando come richiesto dall’Autorità, il prezzo finale del biglietto, comprensivo anche della tassa/commissione di servizio, prima ancora che il consumatore proceda alla selezione di una delle tariffe proposte”. Inoltre, Pegasus “ha rimosso la previsione  “check-in online gratuito” dalle pagine del proprio sito internet nelle quali, a partire dal mese di giugno 2017, compare semplicemente la dicitura “check-in online”, senza più alcun riferimento alla sua gratuità”.

Entrando nel dettaglio, l’Antitrust spiega che durante il procedimento è stata accertata la mancata inclusione della commissione di servizio nella prima indicazione delle tariffe  offerte dal professionista per il servizio di trasporto aereo e l’indicazione del check-in online “gratuito” per i voli in partenza da determinati aeroporti, a fronte comunque  dell’applicazione di un corrispettivo per il “check-in in aeroporto”, indicata nella scomposizione della tariffa offerta, anche per i voli in partenza dagli aeroporti abilitati al  check-in online. I costi a carico dei consumatori, per non creare confusione, devono essere chiari sin dall’inizio. Spiega l’Antitrust: “è oramai pacifico che la tariffa aerea debba essere indicata dal professionista “all inclusive” sin dal primo contatto con il consumatore. Il prezzo finale che il consumatore è tenuto a pagare deve indicare ed includere tutti gli elementi di costo, qualunque ne sia la natura, che risultino prevedibili al momento dell’offerta, al fine di rendere immediatamente e chiaramente percepibile al consumatore l’entità dell’esborso finale”. L’Antitrust spiega poi che, consultando il sito web della compagnia aerea, compariva la dicitura Check-in on line gratuito e non veniva specificato né che si trattasse di un sistema creato per guadagnare punti e poter usufruire di sconti per l’acquisto di altri biglietti, né che fosse un sistema riservato ad una particolare categoria di consumatori, ossia i membri “Pegasus Plus”. Le due pratiche sono state considerate scorrette: da qui una doppia multa, rispettivamente di 250 mila euro e di 100 mila euro.

Comments are closed.