Bufera su Trenitalia (e non è solo neve)

Trenitalia, ovvero: quando la bufera non è solo neve. Le ferrovie sono finite nell’occhio del ciclone per i disservizi degli ultimi giorni. Nevicate estreme ma anche disagi eccezionali, con lunghissimi ritardi, treni rimasti bloccati, circolazione rallentata. Oggi Casper-Comitato contro la speculazione e per il risparmio ha denunciato Trenitalia per interruzione di pubblico servizio.

Sotto i riflettori dei Consumatori ci sono i danni e disagi subiti dai passeggeri di sei treni rimasti bloccati per oltre 8 ore nell’ultima settimana a causa del maltempo. La richiesta: un adeguato risarcimento ai passeggeri coinvolti.

La mossa di Casper (formato da Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) arriva proprio nel giorno in cui l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, si difende dalle accuse e rivendica l’operato delle ferrovie in un’intervista pubblicata su La Stampa. Nell’intervista, Moretti sostiene che le FS hanno fatto “tutto il possibile”, che dei migliaia di treni in circolazione solo otto sono rimasti bloccati nelle neve, e che anche negli altri paesi non va meglio. Dice Moretti a La Stampa: “Stiamo fronteggiando eventi straordinari per intensità, ubicazione, estensione geografica, quantità di precipitazioni nevose, basse temperature. Nonostante ciò abbiamo assicurato la continuità della mobilità ferroviaria sulle principali linee: nessuna è mai stata chiusa come invece fanno in Paesi più abituati di noi a simili eventi. In questi giorni oltre confine ci sono ritardi e cancellazioni dello stesso livello e dimensione”. L’ad rivendica inoltre che sono otto i convogli rimasti bloccati, ma tutti sono stati portati in stazione, e ribadisce che è stata garantita assistenza ai passeggeri. Aggiunge poi: “Ciononostante i passeggeri interessati hanno avuto disagi, anche notevoli, e di questo ci scusiamo”.

I disagi suscitano invece la protesta di Casper, che ha deciso di denunciare Trenitalia per interruzione di pubblico servizio, mettendo sul piatto della bilancia quanto vissuto dai passeggeri rimasti bloccati per ore su sei treni nell’ultima settimana. “Dal 1 febbraio ad oggi ben sei treni hanno subito ritardi che vanno dalle 8 alle 18 ore di ritardo, è assurdo – dichiarano i presidenti delle quattro associazioni aderenti al Comitato – Per questo, come Casper, abbiamo presentato un esposto contro Trenitalia per interruzione di pubblico servizio e per ottenere il giusto risarcimento per i danni subiti dai passeggeri”. Le tratte sono accusa sono Bologna-Rimini del 1 febbraio (8 ore di ritardo); Milano-Pescara del 1 febbraio (10 ore di ritardo); Milano-Ancona del 1 febbraio (9 ore di ritardo); Roma-Pescara del 3 febbraio (17 ore di ritardo); Roma-Cassino del 4 febbraio (12 ore di ritardo); Roma-Avezzano del 4 febbraio (18 ore di ritardo).

Continua Casper: “Ricordiamo che nel passato, per un ritardo superiore a 8 ore, Trenitalia ha riconosciuto un risarcimento di 800 euro ai passeggeri coinvolti. Come minimo ci aspettiamo lo stesso trattamento ma, dato il ritardo assurdo e incomprensibile, data la manifesta incapacità di far fronte ad una situazione di emergenza atmosferica preventivamente annunciata e date le misure ampiamente insufficienti e tardive di soccorso operate dall’azienda, crediamo sia opportuno prevedere un risarcimento più congruo.”

Mentre le associazioni chiedono dunque un risarcimento, sembra che ci siano problemi anche con il servizio di richiesta dei rimborsi predisposto da Trenitalia: è stato segnalato infatti che la casella di posta è piena, non riceve i messaggi di richiesta rimborso, chiede di effettuare ulteriori nuovi tentativi.

Nel frattempo, come procede la circolazione ferroviaria? Il sito di Trenitalia, aggiornato alle 12 di oggi, afferma che “la circolazione ferroviaria si svolge in coerenza con il Piano Neve di Ferrovie dello Stato Italiane, che prevede rallentamenti programmati per ragioni di sicurezza e una riduzione dell’offerta”. I tecnici di RFI sono al lavoro per riattivare la Roccasecca – Avezzano, la tratta Antrodoco – L’Aquila, la Benevento – Boscoredole, la Benevento – Mercato San Severino, la Foggia – Potenza, la Barletta – Spinazzola e la Termoli – Campobasso. E, si premura di precisare l’azienda, “nessun convoglio si è fermato durante la notte e nella mattinata per cause riconducibili alla situazione meteo”.

Col piano neve alcuni treni vengono soppressi. Ma i pendolari lamentano che i treni cancellati “scompaiono pure dai tabelloni”. La segnalazione viene da Legambiente Emilia Romagna, che parla di “vicende kafkiane” alla stazione ferroviaria di Bologna: col piano neve, afferma l’associazione, i treni cancellati non vengono indicati in tabellone. Il risultato è che, alla stazione di Bologna, il tabellone sembra indicare una situazione di normalità mentre “i treni cancellati semplicemente non esistono”. La segnalazione riguarda i pendolari della linea Ravenna-Bologna. Spiega Yuri Rambelli, presidente di Legambiente Bassa Romagna:  “Sulla linea Bologna Ravenna, così come su quella per Ancona, solitamente è presente un treno ogni ora, ma chi oggi abbia cercato di tornare a casa dopo le 15:06 non ha trovato il suo treno, o meglio non ha trovato nessun treno prima del regionale delle 17:56. La cosa curiosa è che i regionali soppressi, non esistono, non appaiono in nessun tabellone come soppressi, in sostanza è come se non fossero mai esistiti”. Questo perché, con il piano neve, sui tabelloni vengono riportati gli orari dei soli treni circolanti. A dirlo è il messaggio automatico degli altoparlanti.

 

a cura di Sabrina Bergamini

Comments are closed.