Dentisti, Altroconsumo: Bologna la più cara, italiani limitano visite

Andare dal dentista costa caro e con la crisi il peso economico delle cure dentali diventa insostenibile. E tra una città e l’altra ci sono grosse differenze di costi: una pulizia dei denti a Milano e Bologna costa in media 95 euro, mentre a Napoli 75. Presso le catene di dentisti in franchising i costi scendono fino a 42 euro. E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Altroconsumo su 145 studi dentistici di 6 città (Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna, Bari).

Nel 2011 solo il 51% degli italiani ha fatto una visita di controllo in un anno e solo il 36% ha fatto una pulizia dei denti almeno una volta. La causa principale è il costo elevato, e la situazione peggiore sempre di più. Se nel 2011 il 38% degli italiani ha limitato le visite per ragioni economiche, oggi la percentuale aumenta. L’assenza della copertura omogenea su tutto il territorio e per tutte le fasce d’età da parte della sanità pubblica porta la gran parte degli italiani a stare lontano dagli studi specialistici.

L’Associazione dei consumatori  ha verificato il prezzo al pubblico di un pacchetto di 7 prestazioni odontoiatriche frequenti e comuni (prima visita, pulizia dei denti, otturazione, devitalizzazione, corona, ponte e impianto) nel dicembre scorso. Coinvolti sia studi tradizionali che altri due modelli diversi di dentista: cliniche universitarie e catene in franchising – i dentisti low-cost.

Le ampie forchette di prezzo anche nella stessa città dimostrano che vale la pena chiedere più preventivi, poiché la maggior parte dei dentisti non fa pagare la prima visita. Il modo migliore per risparmiare è comunque fare visite di controllo in modo da evitare di doversi sottoporre a lavori più complessi, invasivi e costosi.

Ecco alcuni dei risultati dell’indagine svolta da Altroconsumo.

Per la prima visita: il 61,4% non la fa pagare, tra coloro che la fanno pagare il  prezzo medio è 71€.

Sulla pulizia dei denti: in media costa 86€, il prezzo va da 50€ a 150€. In quasi tutte le città c’è almeno uno studio che offre la prestazione a 50€: Bologna più cara con 70€.

Otturazione molare: i prezzi variano in modo ampio – in media si pagano 124€; si va dai 70€  di Milano fino ai 270€ della città più cara, ancora Bologna.

Devitalizzazione molare: i prezzi variano da 150€ fino a 650€, più del quadruplo a Bologna e a Torino. Buone notizie: in quasi tutte le città c’è almeno un dentista che eroga la prestazione a 150€.

Il prezzo di una corona in lega nobile e ceramica varia da 400€ a 1200€ con un prezzo medio pari a 708€. A Bologna in media si spendono 200€ in più che a Napoli.

Le catene in franchising non fanno mai pagare la prima visita e sono molto competitive per le prestazioni di base: come pulizia dei denti o otturazione. Per le prestazioni più complesse tendono a riallinearsi sui livelli di prezzo degli studi tradizionali.

Le cliniche universitarie sono in media molto più care.

Il servizio pubblico a macchia di leopardo: i servizi odontoiatrici nel pubblico sono a macchia di leopardo e non sempre accessibili a tutti i cittadini. Dal 2001 lo Stato ha limitato l’assistenza odontoiatrica alle fasce più deboli della popolazione lasciando alle regioni la realizzazione dei livelli minimi d’assistenza (Lea). Dopo 12 anni il nostro Paese vede Regioni che impegnano proprie risorse per garantire prestazioni più ampie – in Friuli Venezia Giulia gli ospedali Riuniti di Trieste garantiscono a tutti i cittadini diverse cure dentali in regime di Ssn – altre dove si fa fatica a garantire il minimo.

Altroconsumo consiglia di contattare la Asl di riferimento per capire come funzioni per ciascuno nella propria regione, a quali prestazioni poter accedere e a quali costi. Infine, secondo l’Associazione, la quota detraibile delle spese odontoiatriche andrebbe aumentata almeno del doppio di quanto previsto oggi (il 19%).

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