Cittadinanzattiva: la scuola cade a pezzi

La scuola crolla. Crollano intonaci, soffitti, controsoffitti, muri esterni, finestre. La sicurezza è fuori controllo e un quinto delle scuole ha una manutenzione del tutto inadeguata. Nelle aule c’è sempre qualche pericolo in agguato, che sia un distacco di intonaco o una finestra rotta o il rischio di rimanere intrappolati se scatta un’emergenza.  Nell’era della modernità mancano le aule per i computer in un terzo degli edifici. È una scuola che frana, quella fotografata da Cittadinanzattiva.

Solo un quarto delle scuole è in regola con tutte le certificazioni di sicurezza e la manutenzione è ridotta a lumicino. Ci sono lesioni strutturali in una scuola su dieci, distacchi di intonaco in una su cinque, muffe ed infiltrazioni in una su quattro.

È una scuola senza manutenzione né certificazioni, quella che emerge dal X Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici di Cittadinanzattiva– realizzato su 111 edifici scolastici di dieci Regioni (Piemonte, Lombardia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna), 12 Province e 23 città – dove il pericolo è sempre in agguato. A ricordarlo, in apertura dello studio, ci sono le vittime delle scuole italiane – da San Giuliano di Puglia alla Casa dello Studente de L’Aquila – e una breve rassegna stampa che racconta di crolli e tragedie evitate per un soffio: sono 25 episodi documentati solo per quest’anno. “Se l’edilizia scolastica è un’emergenza nazionale, cosa altro aspettiamo per affrontarla sul serio? – si domanda Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva – Chiediamo di conoscere il reale stato delle scuole, una per una, chiediamo che siano effettuati controlli periodici ordinari, ad inizio e fine anno scolastico e dopo eventi meteorologici importanti, con equipe tecniche miste, chiediamo di rivedere il numero massimo di alunni per aula, che le rende meno sicure e più invivibili; chiediamo che si programmino interventi e reperiscano fondi senza interruzione per almeno cinque anni”.

Nel frattempo, il quadro che emerge della ricerca dice che il 21% delle scuole ha uno stato di manutenzione del tutto inadeguato. Nel 45% degli istituti monitorati sono stati richiesti interventi strutturali, ma il 58% non ha avuto risposta da parte dell’ente proprietario. Le lesioni strutturali sono presenti in gran parte sulla facciata esterna dell’edificio, i crolli di intonaco in corridoi (19%), aule (14%) e bagni (14%), muffe, infiltrazioni e umidità in bagni e aule (24%), mense (18%), palestre (17%).  Mancano le certificazioni di sicurezza: il certificato di agibilità statica, quello di agibilità igienico-sanitaria e quello di prevenzione incendi sono presenti solo nel 24% delle scuole.

Attenti a quell’aula, verrebbe da dire leggendo i dati del rapporto. La manutenzione è talmente scarsa che in un’aula su quattro (24%) sono presenti segni di fatiscenza, come umidità, muffe, infiltrazioni di acqua oltre che distacchi di intonaco visibili in più di un’aula su 10 (14%). Barriere architettoniche (11%) e pavimenti sconnessi (10%), ostacolano la vita agli studenti con disabilità. Nel 72% delle scuole non ci sono porte con apertura antipanico. Il 49% è senza tapparelle e persiane. Il 57% degli istituti controllati ha le finestre rotte. Ma ci sono anche sedie danneggiate (10% dei casi) e banchi danneggiati (12%).

Ancora: le scale di sicurezza sono assenti nel 21% dei casi, le uscite di emergenza assenti nel 16%  e non segnalate nel 15%, la certificazione antincendio in regola solo nel 24% delle scuole. “La conclusione è che, in queste aule, il rischio di rimanere intrappolati in caso di emergenza è elevato”, conclude lo studio.

Quasi metà delle scuole – il 46% degli istituti monitorati – non ha una palestra al proprio interno. In un terzo dei casi, il cortile è usato come parcheggio. La mensa c’è solo in una scuola su tre, la biblioteca in una su due. Palestre e cortili, laddove ci sono, non sono in buono stato. E mentre si parla di nuove tecnologie, un terzo delle scuole non ha neanche aule computer.

Non va meglio per i servizi igienici: nei bagni di quasi una scuola su quattro (il 23%) manca la carta igienica, nel 30% dei lavandini non c’è sapone, nel 59% non c’è asciugamano. Gli studenti disabili continuano a scontrarsi con le barriere architettoniche:  ci sono scalini all’ingresso del 14% delle scuole, ascensore assente nel 54% degli edifici e non funzionante nel 14% di quelli che ne sono dotati; ci sono barriere architettoniche nel 18% delle mense, nel 14% all’ingresso, nel 13% dei laboratori, nel 12% dei cortili, nell’11% delle aule  e dei laboratori multimediali, nell’8% delle palestre. Nel 34% delle scuole non esistono bagni per disabili, e il 7% di chi c’è l’ha presenta barriere architettoniche.

Unica nota positiva, è l’aumento di attenzione verso la prevenzione: le prove di evacuazione sono fatte almeno due volte l’anno dal 93% delle scuole, il piano di evacuazione è presente nel 98% dei casi, i cancelli sono tenuti chiusi durante l’orario scolastico nel 64% delle scuole.

Il panorama è comunque desolante, tanto che l’associazione chiede con forza un’Anagrafe dell’edilizia scolastica nominativa e pubblica – per sapere, scuola per scuola, dove sono le urgenze e quali sono gli interventi necessari – fondi certi, con una programmazione quinquennale degli interventi, e l’introduzione dell’8 per mille alla scuola italiana.

Esiste infatti un disegno di legge – prima firmataria la senatrice Mariangela Bastico, Pd, della Commissione Affari Costituzionali – che propone di destinare una quota dell’8 per mille dello Stato alla valorizzazione e all’ammodernamento delle scuole. “Se l’edilizia scolastica è un’emergenza, ci sono anche delle situazioni positive che vanno valorizzate – ha detto Bastico, intervenuta alla presentazione dell’indagine – Se pensiamo che non si possa fare, saremmo finiti. Allarghiamo l’utenza: la comunità potrebbe dedicare alla scuola l’8 per mille. È una proposta di legge che ha un ampio consenso, ieri però mi hanno detto che ci sono problemi da parte del Ministero del Tesoro”.

Nel frattempo, l’associazione promette di non abbassare i riflettori. “La scuola – ha detto in apertura di presentazione il segretario generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso – sarà per noi una priorità per i prossimi anni. E vorremmo diventasse uno degli elementi forti del prossimi dibattito elettorale”.

 

di Sabrina Bergamini

twitter: @sabrybergamini

Un commento a “Cittadinanzattiva: la scuola cade a pezzi”

  1. Massimiliano Giusti ha detto:

    Sono docente di Tecnologie Musicali presso un liceo artistico musicale; prima ero nella sperimentazione, ora sono in una scuola di ordinamento, cattedra piena, precario; ci sarebbe molto da dire, ma non ho qui lo spazio; il degrado e immenso, proprio dove dovremmo formare la cultura del bello; le nuove tecnologie una bugia: hanno istituito i nuovi licei musicali e multimediali, e non hanno finanziato un €. Potrei parlare a lungo. Se interessa, sono disposto a parlarne. Siamo allo stremo, con aule affollate oltre il lecito, persone accatastate come merce, senza possibilità di strumentazione per svolgere il proprio lavoro. mancano i laboratori, le attrezzature. e continuiamo a chiedere agli studenti di iscriversi prospettando p.o.f. fantastici. È letteralmente un disastro. Saluti