Conciliatore BancarioFinanziario: pronti a nuove sfide

Negli ultimi anni il Conciliatore BancarioFinanziario, l’organismo per la soluzione delle controversie bancarie, finanziarie e societarie ha gestito quasi 2.000 procedure di mediazione. Oltre il 90% delle procedure svolte su base volontaria si sono concluse con un accordo. Il valore medio è di 240.000 euro. Altissima la percentuale di partecipazione degli avvocati alle procedure. Tra le materie, tutti gli argomenti sono stati oggetto di mediazione, prevalgono i servizi di investimento. I risultati sono stati resi noti oggi in occasione dell’Assemblea degli associati. L’iniziativa è stata anche l’occasione per fare il punto sulle nuove norme contenute nel decreto “del fare” che di fatto hanno rilanciato  e rafforzato la giustizia alternativa, riproponendo la mediazione civile come condizione di procedibilità ed anche riconoscendo al giudice nel processo la possibilità di disporre il tentativo di conciliazione davanti ad un mediatore o di proporre direttamente un’ipotesi di accordo.

“Nel nostro Paese si guarda con sempre maggiore interesse all’utilizzo di tecniche di risoluzione delle controversie civili e commerciali. Questa attenzione è legata alla necessità di restituire alla giustizia il compito di decidere sui conflitti di rilievo giuridico significativo, compito su cui oggi pesa un eccesso di domanda di giurisdizione, da cui dipende il preoccupante fenomeno della lentezza dei processi civili. L’obiettivo della mediazione è che i conflitti tra interessi diversi trovino soluzione nella composizione amichevole tra le parti, prima che nelle aule di giustizia, per evitare che si deteriorino le relazioni di natura sociale e commerciale. A questo scopo primario si è quasi sovrapposto l’aspetto di alleggerire l’attività dei tribunali. Il successo della mediazione è una questione culturale e giuridica. Con l’impegno di tutti la via stragiudiziale può avere effetti positivi per i cittadini, le imprese e il Paese” ha spiegato Corrado Conti, Presidente del Conciliatore, dicendosi disposto a “sostenere il nuovo sprint alla mediazione lanciato dal decreto ‘del fare’”.

Il decreto in questione, infatti, ha ripristinato la mediazione con alcune novità. Tranne che per le controversie derivanti dalla circolazione dei veicoli e natanti, per tutte le materie già previste la mediazione è una condizione per esercitare un’azione in giudizio. E questo è vero anche per i contratti assicurativi, bancari e finanziari. Le nuove disposizioni stabiliscono che la mediazione abbia una durata non superiore a tre mesi, più breve quindi rispetto ai quattro mesi previsti in precedenza. È previsto che il giudice, anche in appello, può disporre il procedimento di mediazione. Gli avvocati sono di diritto mediatori, nel senso che possono operare presso un organismo di mediazione anche senza aver svolto la formazione specifica.

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