Conservazione cordone ombelicale, Aziende informeranno meglio

L’argomento è di quelli destinati a dividere l’opinione pubblica in due: favorevoli e contrari. Stiamo parlando della conservazione – all’estero – del sangue del cordone ombelicale. C’è chi sostiene che sia inutile conservarlo per sé (per il proprio bambino) e chi, invece, è favorevole a donarlo perchè esistono ragioni più che valide per raccoglierlo, conservarlo in una biobanca autorizzata e inserita in una rete internazionale, così da renderlo disponibile per eventuali riceventi compatibili. Tra l’altro – come spiega l’Aduc – la nostra legislazione vieta di usare in modo autologo (per se stessi) se non per patologie preesistenti al momento della raccolta, legislazione che consente invece la conservazione -sempre autologa- in banche estere oppure la conservazione in banche italiane ma in forma anonima e a disposizione di chiunque ne faccia richiesta. Una situazione che ha e sta favorendo il turismo sanitario verso l’estero, con l’aggiunta di pesanti tasse che ogni Regione fa pagare per autorizzare il trasferimento. Situazione che ha anche favorito la comparsa sul mercato di offerte anche un po’ dubbie, ma che ora, dopo l’intervento dell’Antitrust e le sue verifiche, ci fa sentire tutti un po’ piu’ tranquilli.

Sulla questione era intervenuta lo scorso anno anche l’Antitrust per chiedere a sei Aziende del settore di essere più chiare nelle comunicazioni ai genitori. Obiettivo raggiunto. Grazie al ‘pressing’ messo in atto dall’Antitrust, infatti, le aziende del settore hanno modificato i loro siti internet e stanno predisponendo nuove brochure pubblicitarie che spiegano in modo chiaro e trasparente le reali applicazioni terapeutiche delle cellule staminali emopoietiche cordonali per finalità di trapianto autologo (autotrapianto)o intra-familiare.

L’Autorità ha ottenuto analoghe modifiche da parte di nove ulteriori società, di cui sei con sede in Italia (BiotechSol, Cells4bank, Cord Blood Center, Famicord, InnovaStem, Smart Cells Italia) e tre all’estero (Bioscience Institute e In Scientia Fides di San Marino; Swiss Stem Cell Bank di Lugano).

Secondo l’Antitrust, la nuova formulazione dei messaggi e l’insieme delle informazioni complessivamente veicolate dalla quasi totalità delle aziende del settore consentono ai genitori, che devono decidere se attivare il servizio di conservazione del sangue cordonale all’estero, di farlo in maniera consapevole. Ora hanno infatti a disposizione tutti gli elementi conoscitivi necessari, anche relativamente ai punti più controversi, considerando sia l’attualità e la continua evoluzione della materia, sia la delicatezza e il tecnicismo di tematiche relative alla salute e alla cura di patologie. In particolare, tutte le aziende che hanno risposto alle richieste dell’Autorità hanno improntato la comunicazione ai criteri di cautela e completezza informativa in relazione allo spettro di patologie effettivamente trattabili, alla reale necessità di utilizzo dei campioni conservati a fini trapiantologici o al numero di trapianti effettivamente realizzati. Chiariscono, inoltre, che la garanzia della conservazione del sangue cordonale utile a fine di cura dura fino a 15-16 anni e che è comunque necessaria una specifica autorizzazione, da parte del Ministero della Salute, per il rientro in Italia dei campioni conservati all’estero, qualora si abbia la necessità di utilizzarli.

L’azione dell’Autorità si inserisce in un mercato in forte espansione, all’interno di un quadro normativo in base al quale, in Italia, il sangue del cordone ombelicale può essere donato alle strutture pubbliche per finalità di cura e di ricerca, mentre non è possibile conservarlo per uso privato.

A cosa serve il sangue del cordone ombelicale?  Esso è ricco di cellule staminali emopoietiche, in grado di dare origine a tutte le cellule del sangue, globuli rossi, bianchi e piastrine. Sono perciò una risorsa preziosa per rigenerare l’ambiente midollare danneggiato da patologie o da cicli di chemio e radioterapia intense, come quelli necessari a debellare leucemie e linfomi. Non solo: i globuli bianchi del donatore possono colpire le cellule malate residue dopo il bombardamento chemio-radioterapico proprio perché le riconoscono come estranee (è l’effetto graft versus disease, del trapianto contro leucemia).

Diverso è il discorso per i casi di neonati o loro familiari colpiti da malattie curabili con le cellule staminali, oppure delle famiglie con un rischio ereditario, come quelle colpite da forme gravi di talassemia. Per loro lì ordinanza ministeriale prevede la conservazione del cordone ombelicale a scopo «dedicato», senza alcun costo aggiuntivo.

 

 

 

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