Contratti non richiesti, il Protocollo di Edison e Sorgenia

Per molti consumatori – soprattutto per quelli che ne sono rimasti vittima – sono la bestia nera del mercato dell’energia. Ritrovarsi a propria insaputa cliente di un’altra azienda non è piacevole, mettici pure tutta la trafila per poter vedere riconosciuto il proprio diritto a non cambiare. Stiamo parlando dei contratti e delle attivazioni non richieste, un settore delicato in cui Sorgenia ed Edison hanno voluto dedicare le proprie energie, dimenticando – per una buona causa – di essere concorrenti. E’ entrato in vigore, infatti, lo scorso 1° febbraio il Protocollo di Autoregolazione volontaria siglato a dicembre che prevede una serie di “oneri” (per le due Aziende) al fine di contrastare il fenomeno dei contratti non richiesti di forniture di energia elettrica e di gas naturale.

Il fenomeno è senza dubbio l’altra faccia della medaglia della liberalizzazione che è stata, senza dubbio, un’opportunità – come ha dichiarato in apertura del convegno che si è tenuto oggi a Roma per illustrare il Protocollo, il Direttore Generale di Sorgenia, Riccardo Bani. “Un’opportunità per consumatori e imprese non solo per una questione meramente economica, ma anche per altri valori spesso dimenticati, mi riferisco, ad esempio, alla possibilità, per il consumatore, di cambiare fornitore qualora non si sentisse pienamente soddisfatto” ha spiegato Bani. Opinione condivisibile ma storture della liberalizzazione, come il fenomeno dei contratti non richiesti, vanno corrette per il bene del consumatore e dell’immagine dell’Azienda. L’autoregolamentazione è uno degli strumenti possibili ma non il solo. Così come le aziende venditrici non sono le uniche responsabili di tutti i mali.

“E’ necessario migliorare il servizio che i distributori rendono alle società di vendita, ad esempio sui dati di misura” ha detto Alessandro Zunino, AD di Edison Energia. E’ questo, infatti, l’altro grande tema in cima alle segnalazioni che ricevono le associazioni dei consumatori: i consumi presunti. “Non è possibile che lo sforzo economico fatto per installare i contatori elettronici in tutte le case non sia stato ancora ricompensato” ha aggiunto Massimo Orlandi, presidente di Energia Concorrente. E’ quello che si chiedono anche i consumatori che, in larga maggioranza, ricevono bimestralmente bollette basate su consumi presunti. Il motivo? Le aziende distributrici sono responsabili della lettura dei contatori (che deve avvenire secondo scadenze precise) che devono mettere a disposizione delle aziende venditrici che devono emettere, a loro volta,  le fatture su consumi reali. L’intoppo? I distributori non hanno alcun obbligo a farlo entro un termine stabilito mentre i venditori sono obbligati ad emettere fatture bimestrali. Un bel rebus che si scoglie solo con un’attività di controllo e monitoraggio che sia efficiente ed efficace.

In attesa di interventi “dall’alto” l’autoregolamentazione è un bel segnale di responsabilità e l’auspicio è che altri prendano ad esempio la best practice di Edison e Sorgenia: “A questo punto anche gli altri operatori e sopratutto gli incumbents Enel ed Eni dovrebbero avviare un confronto con le associazioni per iniziative analoghe che rafforzino le tutele previste dal Codice di condotta commerciale e dalla Delibera antitruffe varata dall’Autorità per l’energia nel 2012” ha commentato Francesco Luongo, Movimento Difesa del Cittadino aggiungendo che per MDC solo una reale concertazione con gli operatori unita a regole certe nonché la vigilanza e sanzioni adeguate possono rafforzare la  debole fiducia dei consumatori che intendono rivolgersi al libero mercato confermata in un recente rapporto della Commissione Europea.

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