Farmacie illegali online usano social media per arrivare ai giovani

Le farmacie illegali presenti su internet cercano di conquistare i giovani attraverso i social media, usati per pubblicizzare i propri siti internet e convincere i consumatori che quello che si propone è un farmaco lecito. L’allarme arriva dall’Agenzia delle Nazioni Unite International Narcotics Control Board (INCB).

C’è un’attività online di vendita illegale di farmaci, fatta da farmacie illegali, che si alimenta dei social network e che invia via email prodotto spesso contraffatti.

Spiega il presidente INCB Hamid Ghodse: “In modo inquietante, le farmacie illegali online hanno iniziato a usare i social media per pubblicizzare i loro siti internet, e questo mette un’amplia platea a rischio di sostanze pericolose, se si considera che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha trovato che più della metà dei farmaci che vengono da farmacie online illegale sono contraffatti”. Le attività delle farmacie online illegali includono il traffico di tali sostanze e la ricerca di spazio web per siti internet che cercano di convincere i consumatori che i prodotti venduti sono legali.

L’INCB ha ricevuto segnalazioni per più di 12 mila sequestri di sostanze controllate a livello internazionale e spedite via email nel 2010: di questi, 6500 sono stati sequestri di sostanze lecite e 5500 sequestri riguardano invece farmaci illegali e di origine illecita. Il principale paese di origine delle sostanze illegali è l’India (con il 58% dei sequestri) ma nell’elenco figurano anche Stati Uniti, Cina e Polonia. L’Agenzia ha pubblicato delle linee guida per prevenire la vendita illegale di farmaci e sostanze vie internet, ma sottolinea che fra i problemi da superare ci sono contesti normativi inadeguati e tecnologia insufficiente. “La cooperazione internazionale è fondamentale”, ha detto il presidente dell’Agenzia Onu: ad esempio,  i Governi che identificano farmacie illegali su internet che operano dentro altri territori dovrebbero notificarlo alle rispettive autorità competenti, e dovrebbe essere rafforzata la cooperazione tecnica.

Il Rapporto denuncia inoltre l’aumento dei crimini svolti con l’aiuto di droghe e sostanze psicotrope, a livello globale e soprattutto in Europa, specialmente in reati di tipo sessuale o nel tentativo di forzare le vittime a entrare nel giro della prostituzione.

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