Imu e Ici, Commissione UE approva il primo e “lascia andare” sbagli del passato

Sarà una magra consolazione per gli italiani, ma da Bruxelles giunge una notizia che fa arrivare il nostro Paese più sereno al Natale: la tanto odiata Imu, in realtà, ci salva dall’obbligo di recuperare quegli aiuti di Stato illegali concessi dal 2006 al 2011 sui beni della Chiesa, esenti dall’Ici. La Commissione Europea ha autorizzato le modifiche al regolamento dell’Imu, che prevede l’esenzione per le attività di carattere non economico, ed ha evitato il recupero dell’aiuto concesso in passato (anche perché sarebbe oggettivamente impossibile).

Le nuove esenzioni, previste dal regolamento sull’Imu, non comportano la presenza di aiuti di Stato poiché si applicano solo agli immobili in cui si svolgono attività non economiche. A differenza di quelle concesse in passato dal regime Ici agli enti non commerciali per fini specifici.

La Commissione ha concluso l’indagine, avviata nel 2010, sulle esenzioni concesse dal 2006 al 2010 dal regime Ici, accertando che queste conferivano ai beneficiari un vantaggio selettivo relativamente alle attività commerciali svolte, essendo tali attività in concorrenza con i servizi forniti da altri operatori commerciali. Le esenzioni sono state giudicate “incompatibili” con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

Nel frattempo, però, l’Italia ha modificato il sistema, introducendo una nuova normativa in materia di imposta municipale sugli immobili: dal 1° gennaio 2012 il Governo Monti ha introdotto la famosa Imu che non comporta la presenza di aiuti di Stato in quanto le esenzioni si applicano solo agli immobili in cui si svolgono attività non economiche.

Secondo la Commissione l’Imu è conforme alle norme UE in materia di aiuti di Stato, in quanto limita chiaramente l’esenzione agli immobili in cui enti non commerciali svolgono attività non economiche. Inoltre, la nuova normativa prevede una serie di requisiti che gli enti non commerciali devono soddisfare per escludere che le attività svolte siano di natura economica.

Eccezionalmente quindi la Commissione Europea non chiede all’Italia di recuperare l’aiuto concesso in passato, anche perché le autorità italiane hanno dimostrato che il recupero sarebbe assolutamente impossibile. Più precisamente, le autorità italiane hanno dimostrato che è oggettivamente impossibile determinare quale porzione dell’immobile di proprietà dell’ente non commerciale sia stata utilizzata esclusivamente per attività non commerciali, risultando quindi legittimamente esentata dal versamento dell’imposta, e quale sia stata la porzione utilizzata per attività ritenute “di natura non esclusivamente commerciale”, la cui esenzione dal versamento dell’Ici avrebbe comportato la presenza di un aiuto di Stato ai sensi delle norme dell’UE in materia.

Joaquín Almunia, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per la concorrenza, ha commentato: “Gli enti senza scopo di lucro svolgono un ruolo sociale importante, di cui il regime italiano di imposte sugli immobili tiene conto. Tuttavia, quando tali enti operano sugli stessi mercati degli operatori commerciali, dobbiamo assicurarci che non beneficino di vantaggi indebiti. La nuova normativa italiana sulla tassazione dei beni immobili garantisce che ciò non avvenga”.

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