Internet, dialogo genitori-figli? Assente nel 13% dei casi

Cosa fanno i nostri figli quando sono al computer? E’ questa la domanda del secolo, un secondo dove tutti sono costantemente connessi ad Internet. L’attenzione è rivolta verso i più piccoli che si trovano di fronte un mezzo dalle potenzialità infinite. Potenzialità che nascondono però dei rischi e la paura per i genitori è quella di non essere all’altezza dei “pericoli digitali”.   

Per accendere i riflettori su questa realtà, cercando di fornire un supporto ai genitori (nel ruolo di controllori), aumentando la consapevolezza dei figli, è nato il Safer Internet Day: una giornata europea di sensibilizzazione alla sicurezza della rete. Oggi, 7 febbraio, si celebra la nona edizione del Safer Internet Day e la tematica è appunto il rapporto tra le diverse generazioni: “Insieme. Più connessi. Più sicuri”. 

I genitori riescono davvero ad affrontare le problematiche legate all’utilizzo di internet da parte dei figli, o ci sono alcune zone d’ombra? E com’è il dialogo tra genitori e figli rispetto ad Internet? Sono queste alcune delle domande poste dall’ultima ricerca condotta da EU Kids Onlineil 63% dei genitori italiani dichiara di “agire in maniera positiva” suggerendo ai propri figli come comportarsi con i propri contatti on line, parlando delle situazioni che possono turbarli (56%) o di quelle che già li hanno infastiditi (26%), ma il 39% dei ragazzi non tiene quasi mai conto dei loro consigli quando naviga su Internet (l’8% li ignora completamente). Inoltre il 13% di padri e madri italiani non dialoga per niente con i figli rispetto a ciò che fanno in rete. Esiste, dunque, un grosso divario tra i comportamenti effettivi on line dei ragazzi e la percezione che ne hanno i genitori.

La maggior parte dei genitori si considera “sicura e capace” di aiutare i propri figli nel caso in cui questi si imbattano i situazioni spiacevoli in rete e i genitori dimostrano una discreta fiducia nelle capacità di autodifesa dei ragazzi (70% in Italia). Ma questa consapevolezza è in qualche modo condizionata, poiché il 54% dei genitori va a controllare comunque ex post i percorsi di navigazione dei propri ragazzi.

L’82% dei genitori italiani (percentuale più alta del 10% rispetto alla media europea) ritiene “altamente improbabile” che i propri figli possano imbattersi in situazioni spiacevoli nei 6 mesi successivi all’indagine, che è stata realizzata con interviste a un campione di 25.142 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 16 anni, fruitori di Internet, e altrettanti genitori (uno per ragazzo), tra la primavera e l’estate del 2010 in 25 paesi europei compresa l’Italia.

Invece le situazioni spiacevoli ci sono, eccome: dalla ricerca “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” realizzata da Ipsos nel 2011 emerge che un ragazzo su 3 invia o riceve messaggi a sfondo sessuale, il 32% dei teen ager dà il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online, il 27% si dà appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet e il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web.

Per far fronte a questa situazione e garantire un uso sicuro di Internet da parte dei minori in Italia è nata un’alleanza tra 50 associazioni, aziende, istituzioni. Alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini è stata presentata l’agenda strategica del comitato “Giovani on line”, coordinato da Save the Children e Adiconsum. Il messaggio della Giornata è stato diffuso attraverso uno spot  di un minuto che mostra in chiave ironica il rapporto tra genitori e figli quando si parla di internet, con un intervistatore che rivolge in parallelo la stessa domanda a genitore e figlio, come in un ipotetico quiz show tutto dedicato al web. Le risposte date dal genitore e dal figlio sono sempre diverse, a sottolineare la distanza tra l’uno e l’altro.

“Internet è un luogo irrinunciabile della quotidianità dei ragazzi, dove sperimentano l’amicizia, le relazioni sociali, le informazioni e in qualche modo anche la sessualità, esponendosi però a gravi e reali rischi – commenta Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia – I genitori non possono essere lasciati da soli a fronteggiare una situazione che presenta forti elementi di rischio. E’ anche per questo motivo che, di intesa con Adiconsum, abbiamo dato vita ad un comitato  che riunisce 50 organizzazioni, tra cui istituzioni, società scientifiche, media, e le più importanti industrie ICT (Information and Communication Technologies) e di telefonia mobile. E’ un segnale importante per il nostro paese  il fatto che intorno allo stesso tavolo siedano per la prima volta organizzazioni di tutela dell’infanzia come Save the Children e colossi dell’informatica come Google o Facebook, con l’intento comune di definire regole e prassi per garantire una maggiore tutela dei minori on line.”

“Quest’anno il tema del Safer Internet Day è Connecting generation cioè la comunicazione fra genitori e figli ma più in generale fra il mondo adulto e quello degli adolescenti e dei bambini  rispetto all’uso di Internet e alle opportunità e rischi che presenta – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – E’ fondamentale alimentare questa comunicazione e il dialogo dei genitori con i figli su ciò che fanno online, cioè stimolare quella che gli esperti chiamano mediazione attiva dell’uso – sicuramente la più efficace a rendere consapevoli i ragazzi sulle potenzialità ma anche i limiti della rete e dei nuovi media ed ad essere attrezzati laddove si imbattessero in situazioni rischiose. Adiconsum insieme a Save the Children opera da anni per promuovere un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie stimolando il dialogo e la comunicazione fra minori e adulti”.

“Nessuno singolarmente possiede tutte le competenze e gli strumenti necessari per la tutela di bambini e adolescenti online, per questo la realizzazione di un ambiente sicuro per i minori non può che essere una responsabilità condivisa . ha detto Angela Nava, Portavoce del Comitato Consultivo del Centro Giovani online – Da questo assunto è nato l’anno scorso il Comitato Consultivo. Una grande sfida perché ben 50 organizzazioni non profit e profit, che condividono i principi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, hanno deciso di lavorare insieme e hanno redatto un’Agenda strategica per la promozione dei diritti online dei minori”.

Il Comitato lavorerà affinché: il tema della tutela online degli utenti più giovani occupi un posto centrale nel dibattito pubblico; agli aspetti legati alla tutela giuridica, si affianchino riflessioni e prospettive educative, rivolte a tutti gli attori coinvolti; i genitori e gli insegnanti siano adeguatamente sensibilizzati e o formati sul tema della tutela online in modo da poter comunicare e interagire su questi temi con i loro figli e studenti; i diretti protagonisti, bambini e adolescenti, possano beneficiare di una maggiore consapevolezza nell’utilizzo sicuro e positivo dei Nuovi Media e sia possibile garantire loro il diritto a prendere parte ai processi decisionali in merito.

Il Safer Internet Day è anche nelle scuole, sono oltre 1.200 quelle che, su invito del Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno deciso di aderire alla Giornata organizzando iniziative di confronto e di sensibilizzazione con i ragazzi. 

 

 

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