Mobilità Nuova, proposta di legge per “cambiare strada”

Gli italiani difficilmente rinunciano all’automobile; il nostro è il paese europeo con la più alta densità di auto (36 milioni). Le nostre città sono immerse nel traffico e nello smog e questo, oltre a danneggiare ambiente e salute, paralizza l’intera mobilità. E’ quanto mai urgente un cambiamento e Rete Mobilità Nuova ha presentato oggi una proposta di legge in cui si chiede di cambiare il codice della strada introducendo il limite dei 30km/h nei centri urbani e destinare più risorse pubbliche al trasporto pubblico e non motorizzato

La proposta di legge è stata presentata oggi nel corso di un doppio appuntamento: una cicloconversazione con alcuni parlamentari seguita da una conferenza stampa alla Camera che ha visto la partecipazione di deputati e senatori che si sono impegnati a sostenere le nuove norme.

La proposta – sostenuta tra gli altri da Legambiente, Libera, Slow Food, Auser, Cittadinanzattiva, Movimento Difesa del Cittadino,  Touring Club Italiano, Euromobility, #salvaiciclisti – mira a riorientare le risorse pubbliche concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e suggerisce un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo i cittadini che quotidianamente scelgono treni locali, bus, tram e metropolitane, bici o le proprie gambe.

“Rallentare la velocità massima in città – sostengono i promotori della legge – è un intervento già realizzato in molte città europee che non ha praticamente controindicazioni (i tempi di percorrenza urbana sono analoghi a quelli registrati col limite a 50 kmh) e che al contrario produce una lunga serie di esternalità positive in termini di sicurezza stradale, di riduzione della congestione, dello smog, del rumore, dei consumi di carburante, dell’aggressività alla guida e rende – praticamente a costo zero – le strade più fruibili anche dal traffico non motorizzato. Semplicemente portando a 30km/h il limite di velocità si riuscirebbe a dimezzare i 2000 morti l’anno in incidenti stradali che si registrano nelle aree urbane.

Altro punto chiave della proposta di legge è quello delle risorse pubbliche che oggi vengono fagocitate da alta velocità e autostrade (che assorbono meno del 3% degli spostamenti delle persone e delle merci). La legge sulla Mobilità Nuova prevede invece la creazione di un Fondo per lo sviluppo del Tpl e della Mobilità non motorizzata dove confluiscono annualmente “il 75% dei fondi complessivi al trasporto e alle infrastrutture per la mobilità”.

Nelle nuove norme si ipotizzano anche i Target di mobilità, obiettivi nazionali e vincolanti di ripartizione modale degli spostamenti validi in tutte le città. Obiettivo: obbligare i sindaci, entro due anni, a far scendere almeno sotto il 50% gli spostamenti motorizzati individuali con mezzi privati all’interno del loro territorio.A partire dal secondo anno e al termine di ognuno degli anni successivi si stabilisce un’ulteriore riduzione della quota massima di spostamenti motorizzati con mezzi privati secondo il seguente schema:

  • spostamenti individuali motorizzati con mezzi privati inferiori al 47,5% entro il terzo anno;
  • spostamenti individuali motorizzati con mezzi privati inferiori al 45,0% entro il quarto anno;
  • spostamenti individuali motorizzati con mezzi privati inferiori al 40,0% entro il quinto anno.

La proposta di legge pensa anche ad un meccanismo bonus/malus che premi i Comuni che hanno rispettato nei tempi stabiliti la quota massima di spostamenti motorizzati con mezzi privati e penalizzi i Comuni che non hanno ottemperato gli obblighi di legge.

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