PiT Salute: Stato (A)sociale e a rimetterci sono i cittadini

“Servizio sanitario nazionale e cittadini: lo Stato (A)Sociale”. E’ questo il titolo che Cittadinanzattiva ha scelto per la XV edizione del Rapporto PiT Salute presentato oggi a Roma. “Alle prese con la riduzione delle risorse e piani di rientro delle Regioni dissestate i cittadini hanno l’impressione che quello che una volta si chiamava Stato sociale stia vivendo un progressivo impoverimento a danno e sulla loro pelle” ha commentato Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato.

Il Rapporto fotografa la sanità vista dai cittadini attraverso le 26.470 segnalazioni gestite nel 2011 dal servizio di consulenza e intervento dell’Associazione. I dati sono – come si dice in questi casi – allarmanti e il futuro non è certo roseo. Rispetto all’anno precedente, nel 2011 aumentano le segnalazioni che hanno ad oggetto l’invalidità civile e gli handicap (dal 10,3% del 2010 al 13,5 del 2011): i cittadini si trovano, nella maggior parte dei casi, in disaccordo con l’esito dell’accertamento oppure lamentano la lentezza dell’iter burocratico. Ritengono irragionevoli i tempi per l’erogazione dei benefici economici e agevolazioni considerati ‘eccessivi per i reali bisogni dei cittadini’.

A subire un’impennata delle segnalazioni, anche l’accesso ai servizi (dal 9,7% del 2010 al 10,8% del 2011). Idem per l’assistenza ospedaliera (dal 7,2% del 2010 al 7,4% del 2011) dove i cittadini segnalano, in particolare, disagi nei settori delle emergenze-urgenze (118 e Pronto Soccorso) con un dato elevato e costante: 41,4% nel 2010 e 43,8% nel 2011, con poche vetture attrezzate e medici a disposizione. Tale situazione pregiudica la tempestività e l’appropriatezza dell’intervento sanitario. Sale anche la percentuale delle sui ricoveri con il 23,5% nel 2010 e il 28,6% nel 2011; sappiamo che la maggior parte di queste segnalazioni si riferisce al problema della mancanza di posti letto, determinato dai tagli inferti dal Governo in questi ultimi anni che sta determinato sempre più l’inaccessibilità degli ospedali. Le segnalazioni sulle dimissioni scende  al 27,6% (era 35,1% nel 2010).

Poi c’è la difficoltà materiale di procurarsi i farmaci (quelli di fascia C) il cui costo è diventato insostenibile ma non sono esenti da segnalazioni anche le altre fasce di farmaci (A, irreperibili e H): l’accesso ai farmaci è da sempre un’area che risente di pesanti provvedimenti da parte del governo con una continua revisione dei tetti di spesa per la farmaceutica territoriale ed ospedaliera.

Anche se in flessione rispetto allo scorso anno, le presunte malpractices restano la prima voce tra le segnalazioni. Il 16,3% dei cittadini (18,5% nel 2010) si rivolge al PiT Salute per avere informazioni, consulenza ed eventualmente assistenza per casi di presunto errore medico; segnalano più frequentemente i presunti errori diagnostici e terapeutici, che dal 58,9% del 2010, sono saliti al 62,7% del 2011.

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