Pit Servizi, Cittadinanzattiva: aumentano le tariffe, la qualità va giù

Aumentano le tariffe dei servizi ma la qualità peggiora. Spesso i costi sono insostenibili per i magri budget delle famiglie, provate da una crisi economica che ha cambiato il modo in cui si fruisce dei servizi, e in alcuni settori – specialmente energia, banche e assicurazioni – emerge una difficoltà di accesso a causa dei costi e dell’impatto della crisi sui bilanci familiari. C’è poi il peso delle criticità legate a fatturazioni fuori controllo, irregolari o poco trasparenti: sono la voce più segnalata, insieme all’aumento delle tariffe, per la fornitura di energia, per il servizio idrico e per la gestione dei rifiuti.

L’annuale rapporto PiT Servizi di Cittadinanzattiva “Consumatori, servizi e utenze: l’era dello scont(r)o?” viene presentato quest’anno con quattro focus tematici “spalmati” in due giorni di analisi. Lo studio si basa su oltre 9500 segnalazioni inviate dai cittadini e relative a energia e ambiente, telecomunicazioni e servizi postali, servizi bancari e servizi assicurativi, mobilità e trasporti, pubblica amministrazione e beni e contratti. Uno dei principali problemi è rappresentato dalle tariffe dell’energia e del gas: fra le segnalazioni inviate, infatti, la voce “energia” si piazza al primo posto con il 25,6% delle lamentele, in aumento nel 2013 rispetto all’anno precedente. Fatturazioni fuori controllo e aumento delle tariffe sono segnalate anche per l’acqua e i rifiuti.

Nella classifica delle segnalazioni, all’energia seguono quelle relative alle telecomunicazioni (25,2%, in aumento) e dei servizi bancari e assicurativi (12,3% in calo), seguite ancora da acqua e rifiuti (11%, in aumento sull’anno precedente), dalla Pubblica Amministrazione (9,6%) e dai trasporti (8,5%). “A distanza di 14 anni dal primo rapporto PiT e dopo 6 anni di crisi economica, i cittadini italiani vivono una difficilissima situazione, stretti nella morsa di pagamenti rateizzati, di utenze arretrate e di pratiche commerciali aggressive – afferma Tina Napoli, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva – La profondità e la straordinaria durata della crisi economica ha prodotto effetti che incideranno nella definizione dei servizi stessi, mettendo a rischio la tenuta sociale ed ampliando i divari territoriali e sociali. I consumatori stanno già, seppur timidamente, indirizzando il mercato verso nuovi modelli di consumo e nuove modalità di erogazione di servizi. Ora la sfida sarà quella di co-progettare, con i diversi attori del sistema, per far sì che questa crisi non lasci solo macerie e difficoltà”.

La due giorni di Cittadinanzattiva si è aperta con un focus sul tema energia e ambiente: le segnalazioni riguardano la fornitura elettrica e del gas, il servizio idrico e quello di gestione dei rifiuti. Nel campo energia, la maggior parte delle segnalazioni sono per il servizio elettrico (76%). In ogni caso, a fare da padrone nella classifica dei problemi denunciati dai cittadini è la voce fatturazione che per l’energia occupa il primo posto (42,9%): i cittadini lamentano l’invio massiccio di bollette di conguaglio, l’irregolarità della fatturazione e la poca trasparenza. Seguono le segnalazioni sul mercato e sui contratti. I problemi percepiti dai cittadini sul bonus aumentano sensibilmente per la fornitura elettrica (+5,7%) e diminuiscono per il gas (-0,4%). Tuttavia si riduce il numero di cittadini che lamenta il costo dell’energia elettrica (3,6 %), mentre aumentano del 3% quelli che ritengono smodatamente elevate le tariffe del gas. Aumentano in entrambi i casi le lamentele sulla qualità commerciale, soprattutto si coglie il malcontento circa la gestione dei reclami da parte delle imprese.

Spiega Cittadinanzattiva: “Dall’analisi redatta dal PIT emerge dunque una situazione preoccupante, che richiede un repentino intervento da parte delle istituzioni. Bisogna adoperarsi soprattutto sulle principali criticità riscontrate dagli utenti, ovvero fatturazione dei consumi, conguagli e morosità: ciò si potrà fare solo incrementando lo scambio di informazioni tra distributore e venditore. È, inoltre, necessario rafforzare le misure cautelative quali i bonus sociali per i clienti più vulnerabili e attuare maggiori sforzi in termini di trasparenza delle offerte commerciali”.

Le criticità denunciate dai cittadini sulla fatturazione ritornano per l’acqua: anche per il servizio idrico, infatti, l’aspetto più problematico è considerata la fatturazione, che rappresenta il 71% delle segnalazioni. Tale criticità torna anche nel caso dei rifiuti, dove ancora la fatturazione emerge come la criticità più denunciata dai cittadini, insieme alle segnalazioni in crescita sull’aumento delle tariffe per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

Cosa emerge dal Pit Servizi? La crisi ha inciso sul modo in cui i cittadini fruiscono dei servizi mentre i tagli di spesa hanno avuto un impatto sulla qualità. Ci sono più costi da sostenere ma la qualità del servizio non è aumentata. E molti servizi sono diventati di difficile accesso per chi deve sostenere con gran difficoltà il peso della recessione. Sostiene Cittadinanzattiva: “Un elemento ricorrente nei diversi settori, e che accomuna le lamentele dei cittadini, riguarda la crisi economica che ha inciso profondamente sugli stili di vita delle famiglie italiane e anche sulla modalità con cui i cittadini-consumatori accedono ai servizi e usufruiscono degli stessi. La spending review in servizi quali il trasporto locale o le scuole e i tagli messi in atto dalle aziende nel settore delle telecomunicazioni e dell’energia pesano significativamente sui servizi finali offerti ai cittadini. Le famiglie, dunque, si trovano a dover fare i conti con servizi sempre più cari che peggiorano da un punto di vista della qualità. Al contempo la concorrenza è ancora ostacolata dalla presenza di pratiche commerciali aggressive e/o scorrette che si sostanziano, nei casi più estremi, nell’attivazione di contratti non richiesti. Infine, si evidenzia per alcuni settori (in particolare energia, banche e assicurazioni) la grande difficoltà di accesso ai servizi a causa dei costi degli stessi e della crisi economica che ha inciso sul bilancio delle famiglie. Molti consumatori segnalano di rinunciare al riscaldamento e all’automobile poiché non riescono a sostenerne i relativi costi”.

Un commento a “Pit Servizi, Cittadinanzattiva: aumentano le tariffe, la qualità va giù”

  1. Costante scrive:

    Siccome sono gli uomini che determinano la qualità di prodotti e servizi, se le tariffe aumentano e la qualità diminuisce, è una ulteriore dimostrazione che le società prestatrici dei servizi sono piene di elementi di scarsa qualità , a partire dai dirigenti fino alla base. E in genere quali sono gli elementi più dannosi che generano non qualità, sprechi ed aumento sconsiderato ed ingiustificato delle tariffe? quelli provenienti dalla politica, ed a questa afferenti per raccomandazioni ,o altro. E’ qui che bisogna tagliare, tagliare, ed ancora tagliare. Altrimenti il problema si trascina all’infinito.