Polizze dormienti, AACC denunciano nuovo caos

Polizze dormienti di nuovo sotto attacco: scarsa chiarezza, problemi di comunicazione e disparità di trattamento per i possessori. A sollevare la questione sono 13 Associazioni dei consumatori che denunciano una nuova disposizione, contenuta nel DL 179/2012, “Ulteriori misure urgenti per la crescita e lo sviluppo del Paese”, che riguarda i beneficiari di polizze dormienti. Le AACC hanno chiesto un incontro con l’IVASS e un’audizione alle Commissioni Parlamentari competenti per modificare l’attuale struttura della norma.

Si tratta di ACU, Adiconsum, ADOC, Adusbef, Altroconsumo, Assutenti, Codici, Confconsumatori, Casa del Consumatore, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento consumatori e Movimento difesa del Cittadino che spiegano in una nota le motivazioni della protesta.

L’art.22 comma 14  modificato dalla legge di conversione 221/2012 recita: “Al fine di superare possibili disparità di trattamento tra i consumatori nel settore delle polizze vita, il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile è sostituito dal seguente”: “Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni”.

Le Associazioni ricordano che già nel 2008 una nuova legge fece cadere nel caos migliaia di risparmiatori che improvvisamente si videro rifiutare il pagamento di polizze stipulate dai loro genitori in quanto erano oramai prescritte perché erano passati 2 anni dalla morte dell’assicurato e per questo dovevano essere trasferite al Fondo dormienti. Allora fu un decreto legge a modificicare la legge sugli strumenti dormienti introducendo il comma 345 quater dell’articolo 1 nella legge 266/2005 secondo cui “Gli importi dovuti ai beneficiari dei contratti di cui all’articolo 2, comma 1, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, che non sono reclamati entro il termine di prescrizione del relativo diritto, sono devoluti al fondo di cui al comma 343”. Il comma 2 ter del dl 134/2008 ha fissato questo termine di prescrizione in 2 anni dal giorno in cui si è verificato il diritto ( ad esempio la morte dell’assicurato o la scadenza della polizza).

Ma a seguito della protesta delle Associazioni dei consumatori, ascoltata da alcuni parlamentari, il termine fu modificato e portato, con l’articolo 22 comma 14, di nuovo a 10 anni per evitare così una disparità di trattamento tra i titolari di conti correnti dormienti e i titolari di polizze vita.

Adesso, questa “nuova norma risolve la situazione per il futuro, in quanto, dall’entrata in vigore del provvedimento tutte le polizze avranno un termine di prescrizione di 10 anni, ma purtroppo, allo stato attuale, non vale per le polizze già scadute e prescritte i cui capitali sono stati già devoluti, dal 2008 in avanti, al Fondo dormienti gestito da Consap”. “Per evitare disparità di trattamento  fra i vari possessori di tali polizze – scrivono le Associazioni in una nota – chiediamo che si dia la possibilità agli aventi diritto – (beneficiari ed eredi) – di riavere indietro i capitali già devoluti facendo una richiesta al Fondo dormienti entro 10 anni dalla morte dell’assicurato o dalla scadenza della polizza, come peraltro già accade per i conti dormienti per i quali gli aventi diritto possono riavere indietro il denaro devoluto al Fondo dormienti entro 10 anni dalla devoluzione”.

“Rendendo retroattiva la prescrizione di 10 anni anche per le polizze in scadenza nel 2008, si eviterebbero tutti i profili di incostituzionalità che comunque sono abbastanza evidenti a causa della disparità di trattamento tra correntisti e beneficiari di polizze. Si porrebbe così fine ad un’ingiustizia iniziata nel 2008 e che ha coinvolto tantissime persone, come dimostrano le molte segnalazioni che ci sono arrivate in questi anni  e continuano ad arrivare, anche perché nel frattempo banche e assicurazioni continuano a non informare adeguatamente i clienti delle nuove norme sulla dormienza.

Il 15 aprile è scaduto il termine per risvegliare le polizze dormienti prescritte prima del 29 ottobre 2008. “Un vero fallimento visto che dei 7,5 milioni di euro messi a disposizione per i rimborsi sono stati richiesti solo 2 milioni di euro” denunciano le Associazioni “In effetti il rimborso è stato poco pubblicizzato e comunque limitato a casi numericamente ridotti. Abbiamo verificato che anche dopo il 28 ottobre 2008, (quindi dopo l’entrata in vigore della nuova normativa sulla dormienza per le polizze), molti titolari hanno scoperto solo al momento della richiesta di non avere alcun accesso al capitale perché devoluto dalla compagnia al Fondo dormienti.

Inoltre, c’è stata una totale mancanza di comunicazione soprattutto nei confronti di clienti a cui gli stessi assicuratori/agenti bancari/agenti sportello postale avevano consigliato al momento della morte dell’assicurato di non rimborsare subito la polizza ma di tenerla in vita perché c’era tempo fino a 10 anni dalla morte, come peraltro prevedeva la prassi seguita dalle compagnie. Alcune condizioni di polizza riportano proprio esplicitamente questa fattispecie: “possibilità di ottenere il capitale fino a 10 anni dall’evento che dà diritto al pagamento”.

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