Portabilità dei conti correnti, le risposte di Del Barba

Portabilità dei conti correnti: c’è la generale volontà politica di realizzarla nel migliore dei modi possibili e con il lavoro svolto dalla Commissione Bilancio del Senato la Camera avrà tutto il tempo per farlo. Nei giorni scorsi ha tenuto banco una discussione sui provvedimenti inseriti nella Legge di Stabilità, che si è risolta con un miglioramento del testo attraverso la presentazione di un subemendamento firmato dal senatore del Pd Mauro Del Barba e dal Movimento 5 Stelle. Ai microfoni di Help Consumatori, Del Barba ricostruisce la vicenda.

Da parte di tutti i componenti della Commissione Bilancio c’era la volontà politica di compiere la portabilità dei conti correntispiega Del Barba – L’emendamento è arrivato alla nostra attenzione negli ultimi giorni sotto forma di emendamento dei relatori e quando l’abbiamo esaminato ci siamo resi conto che in quella forma non l’avremmo mai portato a casa per svariati motivi. Innanzitutto perché il tema in sé è di natura ordinamentale e non dovrebbe rientrare nella Legge di Stabilità. Gli uffici ci facevano inoltre notare che non dava le modalità operative e i tempi per cui lo si potesse rendere esecutivo. E soprattutto non avrebbe ricevuto parere favorevole. Siccome la volontà di tutti era di fare salvo il tema, avevamo due strade: o toglierlo dalla Legge di Stabilità, o riuscire a intervenire per limitarne le carenze. La norma così com’era avrebbe infatti creato del contenzioso. Ci siamo poi accorti che questa settimana in Senato c’è una direttiva europea che disciplina lo stesso argomento. Il Pd mi ha chiesto allora di provare a costruire una nuova versione dell’emendamento condivisa fra tutte le forze, e il lavoro che ho fatto è approdato al famoso subemendamento a prima firma mia e di firmatari del Movimento Cinque Stelle, ma condiviso anche da altri. Alla fine sono certo che questa versione avrebbe trovato l’unanimità della Commissione Bilancio. Dopodiché il fatto che non sia siano terminati i lavori, come per tutti gli articoli che non sono stati votati dalla Commissione, ha fatto sì che il Governo recepisse nella Legge di Stabilità la versione presentata dai relatori che non è ancora quella subemendata dalla nostra proposta”.

E allora qual è il risultato? “La cosa importante che abbiamo ottenuto – risponde Del Barba – è che nella Legge di Stabilità il tema sia contenuto e ampiamente indirizzato, rispetto alla possibilità che l’argomento finisse invece depennato. Questa è già una vittoria importante. L’altro risultato è che la portabilità dei conti correnti costituisce ora tema di lavoro che la Camera può fare propria. Sarà tenuta ad esaminare il tema e avrà tutto il tempo per farlo. Il comma che finisce nel maxiemendamento è del tutto simile a quello da me presentato e condiviso con M5S. Il tema resta complesso e va affrontato con una normativa che abbia più respiro di quello di un comma della Legge di Stabilità ma la Camera, a questo punto, ha tutta la possibilità di concluderlo molto bene”.

Come si è creata dunque la confusione iniziale? Prosegue Del Barba: “In un primo momento, visto dall’esterno, sembrava che ci fossero tentativi di insabbiare la vicenda. Invece era esattamente il contrario. La portabilità era però inserita in un iter improprio, quello della Legge di Stabilità, e carente dal punto di vista delle indicazioni concrete affinché fosse operabile, come per i tempi e la modalità dello scambio dei dati, nonché per il completo mancato riferimento a una normativa europea in dirittura d’arrivo. Se non avessimo la volontà politica di fare in fretta e fare bene, la cosa più ovvia sarebbe di aspettare che termini la normativa europea. Ma capisco ci sia il timore che questo cammino introduca delle lungaggini. Per questo nel subemendamento, che al momento non è ancora passato, avevamo introdotto dei concetti innovativi con un percorso che giocasse in anticipo rispetto alla normativa europea, e che con decreto del Mef recepisse in anticipo i contenuti della normativa. Sono soddisfatto perché, sebbene in una sede impropria e con tempi insufficienti, abbiamo indicato un percorso chiaro e abbiamo fatto una sintesi di volontà politica indiscutibile: tutte le forze politiche convengono che la portabilità deve essere fatta”.

Cosa succederà ora? “Dipende da quale norma uscirà dalla Camera, che ha due possibilità: colmare la norma delle lacune e renderla operativa – sarei meravigliato, ma è una possibilità – altrimenti si dà mandato al Ministero dell’economia e delle finanze, entro 45 giorni, di emanare i decreti attuativi che recepiscano i principi europei. Da quel momento al cliente sarà possibile recarsi presso una banca diversa da quella in cui ha il conto corrente, chiedere a loro la trasferibilità del conto senza più rivolgersi alla propria vecchia banca e ottenere di avere un nuovo conto, con un nuovo Iban, presso la nuova banca, alle condizioni della nuova banca, con il proprio saldo e i servizi di pagamento che si è chiesto di trasferire e che la norma ha indicato come servizi trasferibili gratuitamente”.

Una spiegazione aggiuntiva merita la questione dell’Iban. “Durante il dibattito notturno – precisa il senatore Pd – sono emersi alcuni equivoci. Qualcuno interpretava la necessità di costruire la portabilità del conto corrente in modo molto spinto, immaginandola simile alla number portability dei telefoni cellulari. Banalmente: che tutti i bonifici in entrata sul vecchio Iban continuassero a operare in quel modo. Naturalmente, abbiamo dovuto chiarire che la portabilità dei conti, per le regole europee sui conti correnti, non può essere intesa in maniera così forte legata all’Iban, perché necessiterebbe di un cambio di protocollo e di una convenzione europea sull’Iban italiana che eccede gli obiettivi reali. C’erano insomma alcune ambiguità su come dovesse intendersi la portabilità, che consigliavano la necessità di stendere un decreto attuativo che entrasse in questi dettagli. Così abbiamo precisato a verbale che non si dovesse mantenere lo stesso Iban”. In pratica: si fa la portabilità del conto ma l’Iban cambia. Non ci si può, cioè, portare dietro lo stesso Iban della banca da cui ci si trasferisce. “Certo, perché questo richiederebbe nuovi accordi internazionali – aggiunge Del Barba – L’idea stessa è assurda e non può essere una richiesta da inserire in un emendamento alla Stabilità perché otterremmo il caos. Se intervenissimo con norme ispirate da principi bellissimi ma inattuabili tecnicamente danneggeremmo il sistema bancario e soprattutto il consumatore, al quale venderemmo illusioni. Tutti insieme abbiamo invece ribadito una volontà politica molto forte. Il fatto che il tema della portabilità sia rimasto nella Legge di Stabilità è frutto di una forte e condivisa volontà politica”.

Ultima annotazione: il Pd una volta aveva un Forum Consumatori che ora non viene più ascoltato. Per quale motivo? “Questo dovremmo chiederlo ai responsabili consumatori del partito. Da parte mia auspico che venga immediatamente riattivato, ma senza aspettare che il partito compia i suoi passi – siamo infatti in fase congressuale – ritengo sia opportuno che i parlamentari sopperiscano alla momentanea lacuna. Io per primo – conclude il senatore – ho scelto con piacere di contattare e ascoltare i consumatori perché per un legislatore è importante avere capacità di ascolto di tutte le parti in gioco”.

 

@sabrybergamini

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