Privacy, tessera elettorale: no a restituzione del documento esaurito

Il Comune non può chiedere la restituzione di una tessera elettorale esaurita, perché questa procedura è prevista solo in casi eccezionali. In caso contrario, si rischia di ledere la segretezza del voto. La tessera può rivelare il comportamento elettorale di una persona e talvolta l’orientamento politico, come accade per la partecipazione o meno a un referendum. Il chiarimento arriva dal Garante per la Privacy.

C’è un legame fra tessera elettorale e segretezza del voto. E “ai cittadini che chiedono l’emissione di una nuova tessera elettorale perché in quella vecchia non vi sono più spazi per la certificazione del voto, il comune non deve chiedere la restituzione del documento, ma verificare solo che sia esaurito – chiarisce il Garante Privacy – La restituzione è prevista solo in casi eccezionali e rischia di ledere la segretezza del voto”.

Il chiarimento è scaturito dalla segnalazione di una donna cui il comune di residenza aveva chiesto, al momento del rinnovo della tessera elettorale, la restituzione del documento esaurito, ribadendo più volte la correttezza della procedura adottata, che invece suscitava forti dubbi nella cittadina, anche in relazione alla diritto alla segretezza del voto. Da qui la richiesta fatta all’Autorità, che ha riconosciuto le ragioni della donna e ha interessato della vicenda il Ministero dell’interno, il quale a sua volta ha dato disposizioni affinché non si proceda più al ritiro del documento esaurito.

La normativa prevede infatti la restituzione della tessere elettorale solo in casi eccezionali e in un numero ben definito di ipotesi, quali il trasferimento di residenza dell’elettore, il deterioramento del documento, la perdita del diritto di voto. Non quando sono esauriti gli spazi per timbrare.

“Soprattutto – ricorda il Garante – va sempre tenuto presente che la tessera, riportando l’annotazione della partecipazione al voto è in grado di rivelare il comportamento elettorale di una persona, e in alcuni casi anche il suo orientamento politico. Nel caso dei referendum, ad esempio, la partecipazione o l’astensione alla consultazione possono essere indicative della condivisione o meno del progetto dello schieramento politico che lo ha proposto”.

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