Quando un matrimonio costa…un patrimonio

Partecipazioni, abiti, fedi, banchetto, fiori, bomboniere, viaggio di nozze. Ma si può esagerare con carrozze, macchine d’epoca, elicottero per il lancio dei petali. Il matrimonio è un costo (per gli sposi) e un business irrinunciabile (per i cd addetti ai lavori). Il giorno più bello, certo. Ma quanto costa? Secondo PrestitiSupermarket.it, più di 10 mila euro. Anche se il trend prevalente è quello  del matrimonio a basso costo e alternativo a base di aperitivo rinforzato, inviti solidali e cadeaux simbolici, dall’indagine emerge come i futuri coniugi chiedano mediamente in prestito un importo leggermente superiore ai 10.000 Euro.

Ma a che età ci si indebita per fare il grande passo? Tra i 20-25 anni la vita è un’avventura e si pensa soprattutto a feste e cene con gli amici: in questa fascia d’età PrestitiSupermarket.it rileva comunque un discreto 20% di richiedenti. L’ansia da matrimonio si fa strada più verso i 26-30 anni con un 28% di giovani che accendono un prestito per sposarsi. A 35 anni scoppia il complesso da single e cercare un partner è quasi un dovere: ritorniamo a quota 20% di richiedenti, mentre gli over 40 si assottigliano e sono solo il 6%.

Ma la vera conclusione è un’altra: ben il 18% di ultra cinquantenni che chiedono un prestito lo fanno per foraggiare il matrimonio dei figli. Non è invece così incredibile che ben l’80% delle richieste provengano da dipendenti a tempo indeterminato. Molto lontani pensionati e lavoratori autonomi, che pesano complessivamente per un 17%.

La durata dei prestiti si assesta attorno ai 5 anni, per diluire nel tempo la restituzione e ottenere l’impatto minore possibile sul bilancio famigliare, specie nel caso di una famiglia neonata.

A livello regionale, la Campania è in cima alla lista per numero di aspiranti alle “nozze a rate” (circa il 20% del campione), seguita da Lombardia (13%), Sicilia (12%) e Toscana (12%). Marche e Veneto sono le regioni che ci tengono di più a fare bella figura, con importi medi intorno ai 15.000 Euro, seguite da Sicilia (13.200 Euro) e Campania (11.200 Euro).

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