Rc Auto, arriva il contratto base. Effetto sperato: calo delle tariffe

Da maggio le compagnie assicurative avranno l’obbligo di offrire al consumatore un contratto base per la polizza RC Auto. Questo renderà più facile scegliere la polizza migliore. Si spera nell’effetto calo tariffe. “Oggi il monte spesa degli italiani per l’RC Auto supera i 18 miliardi di euro. Aprendo fortemente la concorrenza, lo spazio per ridurre i costi sarà ampio. Ci aspettiamo cifre rilevanti”. Lo ha detto oggi a Roma il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, nella conferenza di presentazione del contratto base.

Un contratto base nel settore dell’RC Auto, previsto dall’art. 22 della Legge Crescita approvata a dicembre 2012, aumenterà la trasparenza dei costi e darà al consumatore la possibilità di confrontare facilmente le numerose offerte sul mercato, rendendo la sua scelta più consapevole.

Cosa prevede il contratto base? Non c’è una tariffa fissa perché il premio verrà definito da ogni compagnia assicurativa sulla base delle caratteristiche del cliente (es: età, residenza, classe di merito) e del veicolo assicurato. Ma ogni contratto base dovrà contenere le seguenti caratteristiche:

  • massimale minimo previsto dalla legge (attualmente 5 milioni di euro per ogni sinistro, con un limite specifico di 1 milione di euro per i danni a persone e cose);
  • nessuna franchigia, la copertura è completa e si basa sul meccanismo di tariffazione “Bonus Malus”;
  • guida libera, la copertura è sempre valida a prescindere da chi sia il guidatore del veicolo, visto che ormai comunemente si fa guidare l’auto ad altre persone;
  • rivalse da parte delle compagnie nei confronti degli assicurati limitate rispetto alle casistiche previste dalla normativa vigente. Tali rivalse scattano soltanto nei casi più gravi o di maggior allarme sociale (ad es. guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti).

A questo si potranno aggiungere o togliere servizi o garanzie: ad esempio si potrà togliere la guida libera a favore di quella esclusiva e si avrà così una riduzione del premio. Si potranno dall’altro lato aumentare i massimali o limitare le rivalse, con conseguente aumento dei costi. Il costo di ogni singola garanzia e servizio aggiuntivo rispetto al contratto – liberamente offerti dalle imprese – dovrà essere indicato a parte.

Viene, inoltre, abolito il tacito rinnovo. “L’eliminazione del tacito rinnovo creerà quantomeno una maggiore mobilità all’interno del settore. Così il consumatore si vede costretto a riaprire il suo contratto e avrà la possibilità di confrontarlo con altre offerte e rinegoziarlo con condizioni migliori – ha sottolineato Passera – Con questo modello di confrontabilità facciamo dei grossi passi avanti e ci portiamo in linea con gli altri Paesi europei”.

Certo restano ancora tante criticità nel settore, come quello delle frodi, dell’elevato costo dei sinistri e delle enormi differenze tra le tariffe applicate dalle compagnie a Nord e a Sud. Ma la strada è quella giusta e bisogna continuare a batterla. Anche perché “il modo migliore per eliminare le disparità non giustificate – ha precisato Passera – è proprio quello di aumentare la trasparenza”.

Il Ministro ha ricordato che il contratto base fa parte di un’insieme di interventi che il Governo ha fatto nel settore delle assicurazioni, per aumentarne la concorrenza e la trasparenza. Ad esempiola riforma del sistema antifrode, che è stato assegnato alla nuova autorità di vigilanza assicurativa (Ivass); l’obbligo per ogni compagnia di inserire sul proprio sito Internet uno spazio riservato al consumatore; infine, la libertà per agenti e  broker assicurativi di collaborare tra di loro, facilitando il consumatore nell’individuazione della polizza più conveniente.

Tornando al contratto base, la novità è stata presentata oggi perché oggi il Ministro Passera ha inviato il decreto al Consiglio di Stato per il previsto parere (di solito seervono 45 giorni); poi ce ne vorranno altri 30 per la registrazione in Corte dei Conti (per la messa a disposizione del contratto anche online serviranno altri 60 giorni). A maggio, quindi, le compagnie dovrebbero essere in grado di offrire il contratto base ai propri clienti.

Le Associazioni dei consumatori hanno giocato un ruolo importante nella definizione del contratto base: hanno partecipato al tavolo del Ministero che, insieme alle compagnie assicurative e all’IVASS, ha portato a questo risultato. Ma c’è ancora tanto da fare perché, secondo Francesco Avallone, Vicepresidente di Federconsumatori, “il problema del settore dell’RC Auto non è la scarsa concorrenza perché di tariffe ce ne sono fin troppe, ma è l’elevato costo dei sinistri. Ma evidentemente alle compagnie assicurative non conviene attivare i controlli contro le truffe perché questi hanno un costo. Meglio, invece, scaricare i costi sulle tariffe dei clienti finali. Con il contratto base sicuramente si aumenta la trasparenza, ma bisogna risolvere anche la questione di molte zone del Centro-Sud dove anche gli automobilisti più virtuosi sono penalizzati perché pagano un costo troppo alto, quindi sono quasi incoraggiati a fare incidenti (veri o falsi). Infine, e questo lo ha ricordato anche il Ministro, bisogna “fare le conciliazioni”. “Nel settore c’è una mole di contenzioso che fa paura e le compagnie stesse se ne gioverebbero”.

di Antonella Giordano

twitter @Anto_Gior

Un commento a “Rc Auto, arriva il contratto base. Effetto sperato: calo delle tariffe”

  1. raffaele luigi d'Amato ha detto:

    deve pagare colui che fa’ piu’sinistri e’ che specialmente risulta con la fedina penale sporca sino a toglierli la patente,e’ di conseguenza l’autovettura.
    i soggetti che si drogano, o che sono alcolizzati poi devono essere, da parte delle compagnie, indesiderati.il cittadino modello,cosidetto virtuoso, non deve pagare per gli altri, ma sopratutto bisognia tenere d’occhio “certe” compagnie!