Rc auto, CGUE: risarcimento danno morale non inferiore alla copertura minima Ue

Se il diritto nazionale consente ai familiari della vittima di un incidente stradale di chiedere un risarcimento per il danno morale, questo deve essere coperto dall’assicurazione obbligatoria rc auto. E la copertura minima prevista dal diritto dell’Unione per i danni alla persona si applica anche al danno morale. La Corte di Giustizia dell’Unione europea è stata chiamata a rispondere a due casi relativi al risarcimento del danno morale a seguito di incidenti stradali con vittime.

Le due direttive di riferimento sono quella in materia di assicurazione obbligatoria degli autoveicoli e una seconda che stabilisce che, anche se gli Stati membri sono liberi di determinare i danni coperti da tale assicurazione e le modalità della stessa, l’assicurazione deve coprire obbligatoriamente i danni alle persone, per un importo minimo di copertura pari a EUR 1 000 000 per vittima o a EUR 5 000 000 per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime. Inoltre, essa deve coprire anche i danni alle cose per un importo minimo di 1 000 000 EUR per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime.

La prima causa riguarda un incidente fra un’auto immatricolata nella Repubblica slovacca e un automezzo pesante immatricolato nella Repubblica ceca. I familiari della vittima chiedevano alla compagnia assicuratrice il risarcimento del danno morale, previsto dal diritto civile ceco. Tuttavia, poiché la copertura garantita dall’assicurazione obbligatoria per gli autoveicoli non si estende, secondo la normativa slovacca sull’assicurazione obbligatoria, al danno morale, la compagnia assicuratrice aveva rifiutato tale risarcimento.

La Corte di Giustizia ha precisato che “i danni alla persona, la cui copertura è obbligatoria in forza della seconda direttiva, comprendono ogni danno arrecato all’integrità della persona, incluse le sofferenze sia fisiche sia psicologiche. Di conseguenza, tra i danni che devono essere risarciti conformemente al diritto dell’Unione figurano i danni immateriali il cui risarcimento è previsto a titolo della responsabilità civile dell’assicurato dalla normativa nazionale applicabile alla controversia”.

La seconda causa prende in considerazione un incidente avvenuto in Lettonia nel quale un bambino di dieci anni ha perso i genitori: affidato alla nonna, la tutrice ha invitato la compagnia assicuratrice del responsabile dell’incidente a corrispondere un indennizzo di importo pari a circa EUR 284 820 per il danno morale subito dal bambino a causa della perdita dei genitori. In questo caso, il problema sta nel fatto che in Lettonia la compagnia assicuratrice può essere chiamata a risarcire il danno morale ma l’ammontare del risarcimento è estremamente basso.

La Corte di Giustizia ha precisato che “se uno Stato membro riconosce il diritto a una compensazione per il danno morale subito, esso non può prevedere per questa specifica categoria di danni, rientranti tra i danni alla persona ai sensi della seconda direttiva, massimali di garanzia inferiori agli importi minimi di garanzia fissati in tale direttiva. Infatti, la direttiva non prevede né autorizza una distinzione, tra i danni coperti, oltre a quella stabilita tra danni alle persone e danni alle cose”.

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