Rc auto, la scatola nera farà calare le tariffe?

La liberalizzazione delle tariffe Rc auto si incrocia da sempre con la sicurezza stradale. Il collegamento è semplice: meno incidenti si fanno, meno costi ci sono per le compagnie assicurative che quindi possono applicare polizze più basse. Se il numero degli incidenti è alto, le compagnie sono costrette a scaricare i costi sugli automobilisti che sono anche responsabili della loro condotta alla guida.

Per non parlare del discorso sulle frodi che, soprattutto in alcune zone d’Italia, sono più che frequenti. Invece che andare a favore dell’utente che pensa di recuperare soldi dalla compagnia, va a sfavore di tutti gli automobilisti perché alla fine sono loro a pagare.

In questo circolo che può essere alquanto vizioso si inserisce un nuovo strumento (nuovo si fa per dire perché è in commercio da qualche anno): stiamo parlando della scatola nera per l’automobile. E’ un piccolo dispositivo che contiene ben 4 tecnologie diverse di alto livello: computer, telefono, Gps e accelerometro. Queste tecnologie integrate nella scatola nera, sono in grado di rilevare dove, quando e come è avvenuto l’incidente. Uno strumento che dovrebbe avere quindi un duplice effetto: aumentare la sicurezza stradale, evitando in alcuni casi anche gravi incidenti, ed abbassare le polizze Rc auto, contrastando il fenomeno delle frodi.

Per questo nella legge sulle liberalizzazioni che è entrata in vigore qualche giorno fa è stata introdotta una norma che prevede sconti sull’assicurazione per chi installa la scatola nera. Ma il discorso non è così semplice ed a rimetterci potrebbe essere ancora una volta l’automobilista. Di questo, infatti, si è parlato durante la conferenza stampa di presentazione della settima edizione della Guida alla sicurezza stradale di Viasat Group. Help Consumatori ha intervistato il Presidente di Viasat Group Domenico Petrone.  

Che effetto avrà la nuova legge sulle liberalizzazioni sulle tariffe Rc auto?

“La cosa più importante ed innovativa è quella che genericamente chiamano scatola nera, che in realtà non è una scatola, ma un sistema che implementa ben 4 tecnologie di altissimo livello che sono in grado di rilevare dove, quando e come è avvenuto l’incidente. Quindi da un lato questo strumento diventa fondamentale per la sicurezza perché garantisce un pronto intervento che è molto utile in alcuni casi, permettendo di salvare vite umane. Poi serve anche per specificare come è avvenuto l’incidente, evitando i casi di frode con l’assicurazione che non sono rari in Italia, dove le tariffe Rc auto costano più del doppio rispetto alla media europea anche a causa di questo fenomeno. Grazie alla scatola nera quindi è possibile dare più protezione all’utente e, grazie alla norma inserita nella legge sulle liberalizzazioni, il costo è interamente a carico della compagnia assicurativa: in pratica deve essere totalmente coperto dallo sconto sulla polizza che si ottiene se ci si fa installare la scatola nera. Le compagnie quindi dovranno fare uno sconto a chi avrà la scatola nera e il consumatore potrà richiedere direttamente il preventivo con scatola nera, scegliendo quello meno costoso. Credo che sia un esempio di tecnologia utilizzata a favore del consumatore”.

Come funziona la scatola nera?

“La scatola nera è un oggettino di piccole dimensioni, che può avere all’occorrenza anche un portachiavi che, premuto, chiede un’assistenza anche quando si è lontani dalla vettura. Praticamente un angelo custode, molto utile soprattutto per le donne. Infatti con l’Ania e la giunta di Roma abbiamo siglato un protocollo d’intesa per la scatola rosa, uno strumento dedicato alle donne, che include già il portachiavi e l’auricolare, oltre che la scatola vera e propria. Quando c’è un incidente la scatola nera chiama automaticamente la centrale di Viasat Group che verifica la gravità dell’incidente cercando di capire se c’è bisogno di un’assistenza meccanica, medica o di sicurezza. A seconda del caso di fa intervenire il carrattrezzi, l’ambulanza o le forze dell’ordine. Si può installare su qualsiasi tipo di auto e ci sono 2.100 centri in Italia che si occupano di installare il dispositivo”.

Prevede un calo delle tariffe nei prossimi mesi?

“Assolutamente sì e ad onor del vero è già così, ma non lo si comunica abbastanza. Noi dal 1987 abbiamo delle convenzioni con le assicurazioni che fanno sconti a chi ha la scatola nera. Ma le compagnie non lo spingono perché preferiscono non fare gli sconti e dall’altro lato il consumatore non è attento”.

Quindi adesso cosa cambierà?

“Cambierà che adesso c’è una legge e se ne sta parlando. E’ vero che l’assicurazione costa cara, ma risparmiare si può”.

Non è esattamente dello stesso parere Umberto Guidoni, Segretario generale della Fondazione Ania, che precisa: “Noi abbiamo fatto una serie di sperimentazioni sulla scatola nera e riteniamo che sia un forte deterrente per le condotte di guida inadeguate; questo può determinare sicuramente un calo dell’incidentalità che è il principale obiettivo della Fondazione Ania. Poi le compagnie sono libere di proporre sul mercato le loro polizze, che hanno una funzionalità anche rispetto al premio che viene praticato. Oggi esistono oltre un milione di scatole nere sul mercato e ci sono compagnie che hanno sviluppano più di altre questo prodotto, ma tutte sono entrate su questo mercato. Questo strumento tendeva a diffondersi sempre più, mentre la nuova legge probabilmente determinerà qualche ripensamento perché è stata immaginata in maniera diversa dal modello di business sviluppato fin’ora. Oggi – ha aggiunto Guidoni – nella maggior parte dei casi la compagnia faceva lo sconto sulla tariffa oppure si occupava lei delle spese di montaggio e di canone di servizio senza applicare alcuno sconto. La nuova norma prevede che tutto sia a carico della compagnia. Chiaramente nel momento in cui la compagnia deve pagare tutti i costi di installazione e funzionamento oltre a fare uno sconto sulla polizza dovrà sviluppare un nuovo modello di business e per questo ci vorrà più tempo”.   

Secondo il Segretario generale della Fondazione Ania il problema principale su cui intervenire è quello della responsabilità alla guida: “circa l’83% degli incidenti mortali sono causati da comportamenti sbagliati, come alcool o piccole distrazioni. Cambiare i comportamenti è una delle cose più difficili, ma è la vera sfida”. “No quindi ad un’idea di dispositivo tipo “Grande Fratello” che rischia di ostacolare la diffusione della scatola nera; sì, invece, ad una maggiore responsabilità alla guida”.

Secondo Massimiliano Dona, Segretario generale dell’ Unione Nazionale Consumatori (UNC), quello assicurativo è “un settore ingessato, nel quale non esiste reale concorrenza e la protezione del consumatore resta sulla carta. L’utilizzo delle tecnologie potrà garantire maggiore sicurezza agli automobilisti e speriamo anche costi più accessibili, ma è necessario l’impegno delle compagnie: è inaccettabile, infatti – incalza Dona – che le imprese assicurative facciano ricadere sui consumatori gli elevati costi connessi ai risarcimenti perché di questi sono parzialmente responsabili proprio le imprese della Rc auto che non fanno abbastanza per contrastare le frodi”. Il Segretario generale dell’UNC, infine, esprime apprezzamento per le misure attuate dal Governo: “temiamo, però, che senza una nuova cultura da parte delle compagnie, il processo di liberalizzazione in atto inciderà poco nel garantire la tutela degli utenti del settore assicurativo”. 

Comunque la scatola nera va nella direzione indicata dall’Europa che ha reso obbligatorio entro il 2014 un sistema di e-call su ogni vettura: in caso di incidente il sistema compone automaticamente il 112, numero unico europeo per le emergenze. Si anticipa così l’Europa e si distinguono gli automobilisti bravi da quelli meno bravi. Non è giusto che a pagare siano tutti.

di Antonella Giordano

 

 

 

 

 

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