Redditest: il cittadino scopre quanto è coerente

Si chiama Redditest ed è lo strumento messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per verificare la coerenza tra reddito familiare e spese sostenute. Un nuovo metodo per stanare gli evasori? “Niente di tutto questo.  Il Redditest è anonimo e non obbligatorio. Tuttavia se qualcuno sa di aver nascosto qualcosa, farebbe bene ad usarlo” ha detto Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate.

fiscoMa andiamo con ordine. Il Redditest è da oggi on line sul sito dell’Agenzia. Il contribuente curioso di sapere se le sue spese sono o meno coerenti con il suo reddito non dovrà fare altro che collegarsi al sito e scaricare il software messo a punto dalla Sogei. A quel punto, per dare inizio al test occorre indicare la composizione della famiglia e il comune diresidenza. Vanno poi inserite le spese più significative sostenute dal nucleo familiare durante l’anno. Le voci di spesa sono state aggregate in 7 macro-categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, spese varie, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Nessuna necessità di conservare scontrini e quanto altro.

Terminata la compilazione, appare un messaggio di coerenza (“semaforo” verde) o di incoerenza (“semaforo” rosso). “Si tratta di uno strumento indiscreto in quanto le informazioni inserite restano solo ed esclusivamente nella disponibilità di chi le ha inserite” ha spiegato Maria Pia Protano, dirigente dell’Agenzia delle Entrate, sottolineando che “quella del Redditest è una funzione di compliance: dare ausilio al contributi ente nell’autodiagnosi del proprio reddito. L’informazione che restituisce e’ qualitativa in quanto è uno strumento di orientamento”.

La domanda, allora, sorge spontanea: chi farà il test? Befera ha spiegato. “Ogni contribuente è libero o meno di compilarlo ma chi sa di aver nascosto qualcosa farebbe bene  a farlo”. Insomma, il Redditest finisce per essere un monito al contribuente ‘sopra le righe’: attento, potrai essere oggetto di accertamento e di eventuale sanzione! E stando alle prime simulazioni dell’Agenzia delle Entrate, 4,3 milioni di famiglie sono risultate non coerenti. “Ciò non vuol dire automaticamente che si tratta di evasori, c’è solo bisogno di capire le ragioni della incoerenza” ha detto Befera. Come? Il doppio contraddittorio Agenzia-contribuente previsto dall’accertamento sintetico che entrerà il prossimo anno potrebbe essere la soluzione. Il nuovo strumento previsto dal Dl n. 78/2010 si applica a partire dall’anno di imposta 2009 e tiene conto inoltre di 100 voci di spesa. Si tratta di un metodo di ricostruzione del reddito che, a differenza del passato, non si basa su presunzioni originate dall’applicazione di coefficienti, bensì su dati certi (spese sostenute) e situazioni di fatto (spese medie di tipo corrente, risultanti dall’analisi annuale dell’Istat).

Alla molteplicità delle informazioni utilizzate si aggiunge la garanzia del doppio contraddittorio obbligatorio. L’Agenzia è, infatti, tenuta a dialogare con il contribuente:

in fase preventiva, chiedendogli di fornire chiarimenti e di integrare, con i dati in suo possesso, le informazioni a disposizione dell’Amministrazione;

in una eventuale seconda fase, per definire la ricostruzione del reddito in adesione.

In questo modo il contribuente può sempre fornire la prova contraria prima della quantificazione della pretesa.

Comments are closed.