Turismo, l’oro nero italiano

Promuovere il mercato del turismo e rafforzare la tutela del consumatore. Sono queste le finalità che si è posto il Legislatore quando ha emanato il Codice del turismo. Le novità apportate al settore sono state l’oggetto di un convegno organizzato da Astoi. Punto di partenza l’assunto secondo cui il turismo è il “petrolio italiano”: rappresenta l’eccellenza nel mondo e traina l’11% del nostro PIL e con estrema facilità si potrebbe raddoppiare creando opportunità e occupazione.Nel suo discorso di apertura il presidente di Astoi, Roberto Corbella, ha insistito molto sul ruolo dei consumatori e delle associazioni che li rappresentano: “Il settore è molto cambiato, forse maturato, giungendo alla conclusione che tutelare il turista è un’opportunità” ha detto passando in rassegna la costante attività svolta in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori. “Attraverso un protocollo d’intesa con le principali associazioni abbiamo condiviso la necessità di un’attività preventiva di informazione ai consumatori” ha spiegato Corbella ricordando il successivo passo, ossia l’istituzione di una procedura di conciliazione, seppur non ancora obbligatoria nel settore turistico. Esempio di questa collaborazione e, soprattutto, della raggiunta maturità del settore, è stato l’accordo sottoscritto per garantire un celere risarcimento ai passeggeri vittime del naufragio della Costa Concordia, un accordo che il Presidente definisce “un’opportunità aggiuntiva per i consumatori” sottoscritto dal 42% dei passeggeri. Poi c’è il caso della Costa Allegra dove la compagnia ha offerto un indennizzo ancor prima che i passeggeri sbarcassero nel porto di Mahè, alle Seychelles. “Il nostro obiettivo è cercare di capire cosa vogliono i consumatori perché siamo convinti che prevenire sia meglio che curare”.

E la prevenzione, talvolta, si risolve con una perdita economica dei tour operator. E’ il caso del modus operandi che Astoi si è dato quando c’è uno ‘sconsiglio’, da parte della Farnesina, di recarsi in una determinata località: quando, infatti, si assiste ad una circostanza del genere vengono interrotti i viaggi verso quella destinazione e fatti rimpatriare i connazionali presenti sul posto. “Un onere elevatissimo per i nostri associati” spiega il Presidente “i voli partono vuoti per ritornare pieni”. in chiusura del suo intervento il Presidente ha fatto cenno al Fondo di garanzia: “Oggi è del tutto insufficiente e si è visto in più occasioni. Va ripensato in modo che i consumatori si sentano liberi e tranquilli di prenotare una vacanza anche con largo anticipo avendo la consapevolezza di avere le spalle coperte qualunque cosa accada. La nostra ipotesi è un prelievo di 50 centesimi sui diritti d’imbarco“.

La seconda parte del convegno è stata dedicata alle novità legislative introdotte dal Codice a giugno dello scorso anno : la principale è stata senz’altro la definizione di turista come  un “consumatore di tipo speciale” in quanto “non attrezzato a risolvere i problemi che si pongono in un luogo lontano dalla sua dimora”

Altra novità di rilievo consiste nell’esplicita affermazione della risarcibilità deldanno da vacanza rovinata” (art. 47) finora elaborazione giurisprudenziale (peraltro di difforme applicazione) finalizzata alla risarcibilità dello specifico danno non patrimoniale consistente nello stress e nel disagio subito per non aver potuto godere della vacanza immaginata.

L’articolo 47 prevede che il turista, nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni oggetto del pacchetto turistico non sia di scarsa importanza (nei termini regolati dall’articolo 1455 del Codice civile) possa “chiedere, oltre e indipendentemente dalla risoluzione del contratto,un risarcimento del danno subito correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta”.

Per potersi avvalere della tutela risarcitoria garantita dall’articolo 47 è necessario che la vacanza rovinata per «inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni» previste sia quella connessa all’acquisto di un “pacchetto turistico”: in particolare, il “pacchetto” deve avere a oggetto “i viaggi, le vacanze, i circuiti tutto compreso, le crociere turistiche” risultanti dalla combinazione di almeno due dei seguenti elementi venduti ad un prezzo forfettario: trasporto; alloggio; servizi turistici non accessori a trasporto e alloggio. Questi ultimi debbono costituire, “per la soddisfazione delle esigenze ricreative del turista, parte significativa del pacchetto turistico”.

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