UberPop, Tribunale di Milano vieta il servizio in tutta Italia

Da Milano a Città del Messico i tassisti sono uniti nella guerra contro Uber. Per ora, almeno in Italia, il risultato della “partita” è di uno a zero per i tassisti: il Tribunale Civile di Milano ha disposto il blocco su tutto il territorio nazionale, con inibizione dalla prestazione del servizio, di UberPop, l’App che permette ad ogni automobilista di “trasformarsi” in tassista senza bisogno di licenza. Servizio che ha fatto alzare ancora di più il livello di protesta dell auto bianche che, ad aprile, hanno presentato ricorso per concorrenza sleale.uberIl Tribunale di Milano ha quindi accolto il ricorso contro l’azienda di San Francisco ed ha disposto l’inibizione della prestazione del servizio UberPop. 

E mentre anche a Città del Messico i tassisti sono scesi in piazza contro la concorrenza sleale di Uber e Cabify, in borsa c’è chi investe in un’altra start-up di San Francisco che si presenta come “alter-ego” di Uber: si chiama Lyft e sta puntando alla sicurezza per contrapporsi al suo rivale. 

Si attendono novità dall’Autorità dei Trasporti: ospite al convegno Cose da non credere dell’UNC, il Presidente Andrea Camanzi ha annunciato che in questi giorni verrà emesso un provvedimento sulle nuove piattaforme di mobilità.

E proprio Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, commenta: “Un regalo alla lobby dei tassisti. Se le leggi sono antidiluviane e non riescono a stare al passo con l’innovazione, vanno interpretate con senso logico. E’ evidente che c’è un vuoto normativo in materia, ma questo vuoto non può essere colmato dai giudici. Per questo chiediamo al Governo di intervenire e al Parlamento di legiferare sul punto. Ricordiamo che proprio dal ddl concorrenza, ora in discussione, il capitolo sul Trasporto pubblico non di linea è stato accantonato, guarda caso per le proteste dei tassisti”. L’UNC chiede di reintrodurlo e di potenziarlo, disciplinando servizi come quelli di Uber. “Una legislazione moderna, infatti, non può prescindere dall’esistenza della sharing economy, che rappresenta il nuovo che avanza ed una nuova frontiera per i consumatori – ha concluso Dona – Ricordiamo che nella prima bozza del ddl concorrenza era prevista l’eliminazione dell’obbligo, per il servizio di noleggio con conducente, di avere la rimessa nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione ed il fatto che l’inizio ed il termine di ogni servizio dovesse avvenire alla rimessa”.

Il Movimento Consumatori, invece, ravvisando pratiche commerciali scorrette nell’esercizio dell’attività UberPop, il 26 marzo scorso aveva depositato un esposto all’Antitrust per indagare sul servizio in particolare, per la promozione in Italia di un’attività vietata dalla normativa sui taxi, per pubblicazione di informazioni ingannevoli sulla sicurezza e affidabilità del servizio e per l’adozione di clausole vessatorie e illecite e attende l’avvio del procedimento.

“In un’ottica di riduzione delle tariffe – afferma Marco Gagliardi, responsabile settore trasporti di Movimento Consumatori  le nuove tecnologie possono e dovranno essere utilizzate da chi ha una licenza regolare per svolgere il servizio Taxi. Chiediamo ai tassisti di salvare ciò che di buono c’è nell’intuizione di Uber, modernizzando la prenotazione e la gestione del servizio e alle istituzioni di attivarsi per salvaguardare il servizio pubblico, rendendolo accessibile alle tasche di tutti”.

Per Movimento Consumatori è essenziale che queste nuove forme economiche di trasporto “alternativo” vengano monitorate per distinguere tra nuove tipologie di business (che come tali devono rispettare tutte le normative vigenti) e forme di economia collaborativa e mutualistica non indirizzate esclusivamente al profitto. I casi che si stanno delineando ultimamente sono quelli di concentrazione di grandi player e big della Rete uniti a grandi capitali che nulla hanno a che vedere con la sharing economy.

@Anto_Gior

Un commento a “UberPop, Tribunale di Milano vieta il servizio in tutta Italia”

  1. Fabio ha detto:

    A me pare un provvedimento delirante.

    La Commissione Europea ha già nei progetti di creare un regolamento comunitario riguardo UberPop, che dovrebbe arrivare tra non molto. A questa sentenza seguirà poi un ricorso, e fino alla fine della vicenda tutto dovrebbe continuare regolarmente.
    Cosa hanno fatto i tassisti in questi anni per migliorare il loro “servizio pubblico”, se non protestare, fare agguati, e lamentarsi perchè pretendono di non avere concorrenza ed inimicarsi l’utenza?

    Nel frattempo UBER continua ad offrire un’app innovativa, un servizio economico, e

    20€ DI CREDITO OMAGGIO

    per provare come funziona ( inserendo nell’app il codice AZ84P12 o registrandosi qui:http://bit.ly/Uber20s ) e tariffe t-r-a-s-p-a-r-e-n-t-i, fornendo il preventivo prima di ogni corsa.

    Strano che la gente voglia avere la possibilità di scegliere eh?:)