Voli cancellati, rimborsi e disagi: il punto sulla buia settimana di Ryanair

“Tutti a terra! Siamo in ferie”. Con poco preavviso e scarse informazioni, Ryanair ha comunicato all’inizio della settimana che, per consentire al suo personale di smaltire i giorni di riposo non goduti, avrebbe cancellato 2.000 voli fino alla fine di ottobre.La motivazione di tale riposo forzato sarebbe da ricondurre al cambio di calendario imposto dalla Irish Aviation Authority, l’ente irlandese dell’aviazione, che lascerebbe al vettore un periodo di nove mesi e non più di dodici per permettere ai dipendenti di smaltire le proprie ferie.

La cancellazione dei voli decisa dalla compagnia aerea coinvolgerà, si stima, circa 400 mila passeggeri. Il ceo di Ryanair, Michael O’Leary, ha detto, in conference call con gli analisti, che “non c’è una carenza di piloti” e ha annunciato l’introduzione di un bonus fedeltà in modo da non farli scappar via della compagnia. Le conseguenze della decisione della low cost irlandese si annunciano però pesanti, con richieste di rimborso che potrebbero arrivare fino a 20 milioni di euro.

La situazione che è stata creata con la cancellazione dei voli Ryanair è molto grave. Sono stati provocati gravi disagi ai nostri cittadini e noi pretendiamo un rispetto assoluto dei diritti del passeggero”, ha dichiarato il Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, alla Festa dell’Unità di Imola. “Ho chiamato Enac perché ci sia la massima vigilanza, che vuol dire rimborsi completi, riprogrammazione dei voli, e anche le compensazioni, cioè le multe per questi disagi che sono stati creati. Seguiremo l’evoluzione non possiamo fare sconti a nessuno per disagi così grandi”.

Tutto quanto accaduto ha determinato un evidente effetto discriminatorio ed una sostanziale alterazione del gioco concorrenziale in quanto nei mesi scorsi se i passeggeri fossero stati a conoscenza della possibile cancellazione dei voli magari non avrebbero acquistato i biglietti e si sarebbero rivolti ad altre compagnie. E Ryanair non può certamente sostenere di aver scoperto improvvisamente che doveva concedere le ferie ai propri dipendenti. È mancata quindi anche la dovuta informazione, che deve essere effettiva, trasparente e tale da realizzare lo scopo di rendere edotto il passeggero di ogni eventualità.

E proprio su queste questioni verte l’intervento dell’Autorità Antitrust che ha aperto un procedimento istruttorio nei confronti del vettore aereo irlandese low cost per presunte pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo.

Inevitabile anche la reazione delle associazioni dei consumatori, italiane ed europee, che si sono mobilitate perché i diritti dei passeggeri vengano garantiti. Altroconsumo e le organizzazioni Deco Proteste, Ocu e Test-Achats, raccogliendo le proteste di migliaia di utenti in tutta Europa e hanno inviato alla low cost una lettera di diffida. “La compagnia aerea con sede nella Repubblica d’Irlanda risarcisca i consumatori nelle misure previste dal regolamento UE n.261/04 e delle ulteriori somme nel caso in cui abbiano subito dei danni dalla cancellazione che possano essere provati”, dicono da Altroconsumo.

“Un problema nell’organizzazione della compagnia di certo non può pesare sui passeggeri, come invece sta accadendo”, ha dichiarato Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori.

“Il caso Ryanair”, afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento Consumatori, “dimostra come sia miope ogni politica industriale che basa il proprio successo su politiche di dumping sul prezzo, a scapito delle condizioni di lavoro e del salario del proprio personale. Confidiamo che serva di esempio per invertire una tendenza grave e spregiudicata: fare business strizzando l’occhio al consumatore proponendo prezzi bassissimi ‘recuperando’ poi quanto ‘perso in sconti’ sul fronte dei costi del personale”.

L’Unione Nazionale Consumatori ha invece provveduto a segnalare all’Enac un’altra stranezza sul caso dei voli cancellati. Ryanair infatti ha scritto sul suo sito che “I rimborsi saranno accreditati entro 7 giorni lavorativi sulla carta utilizzata per la prenotazione originale”, quando l’art. 8 del Regolamento (CE) n. 261/2004 indica invece 7 giorni, non 7 giorni lavorativi.

Tutte le associazioni ribadiscono inoltre le modalità con le quali si può agire nei casi di cancellazione del volo. Ecco quanto previsto dalla Carte dei diritti del passeggero.

  • Rimborso o riprotezione. Il passeggero ha diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata (oppure anche per le parti di viaggio già effettuate, se divenute inutili rispetto al programma di viaggio iniziale e del volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale) o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti.
  • Compensazione. Indipendentemente dalla scelta effettuata per il rimborso, ha poi diritto ad una compensazione pecuniaria pari a 250 euro per le tratte fino a 1.500 Km, 400 euro per i voli tra i 1.500 ed i 3.500 Km (o oltre 3.500 Km per le tratte intracomunitarie) e 600 euro per le tratte superiori ai 3.500 Km al di fuori dell’UE. La cifra è dimezzata se al passeggero è offerto un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi rispetto al volo originario, rispettivamente, le 2, 3 o 4 ore. La compensazione pecuniaria deve essere pagata in contanti, salvo che il passeggero non preferisca buoni di viaggio e/o altri servizi. Il diritto non scatta se il consumatore è informato della cancellazione con almeno 2 settimane di preavviso, o 7 giorni prima purché venga offerto un volo alternativo non più di 2 ore prima dell’orario di partenza originario e che si possa raggiungere la destinazione finale meno di 4 ore dopo l’orario di arrivo originariamente previsto, oppure meno di sette giorni prima, qualora venga offerto un volo alternativo non più di un’ora prima dell’orario di partenza iniziale che consenta di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l’orario d’arrivo originariamente previsto. La compensazione pecuniaria non è dovuta solo se il vettore può provare che la cancellazione del volo è stata causata da circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso (ad esempio incidenti, condizioni meteorologiche incompatibili con l’effettuazione del volo, scioperi). Non è questo il caso e, quindi, si ha diritto alla compensazione pecuniaria.
  • Assistenza. Il consumatore ha diritto, a titolo gratuito, all’assistenza, ossia a 2 telefonate, o fax o email, pasti e bevande in relazione all’attesa e, nel caso si renda necessario, il pernottamento, adeguata sistemazione in albergo e trasporto tra aeroporto e luogo di sistemazione. Il diritto all’assistenza, quindi, per la vicenda Ryanair non dovrebbe scattare, sempre che se il consumatore è stato correttamente avvisato e non si è, quindi, recato inutilmente in aeroporto.

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