Decreto sanità, la versione definitiva. Novità sui giochi d’azzardo

Il decreto sulla sanità approvato la settimana scorsa in Consiglio di Ministri ha ricevuto un’ulteriore limatura, in particolare nella parte che riguarda i giochi d’azzardo. Nella versione licenziata il 5 settembre scorso era prevista una norma che vietava la presenza di apparecchi nel raggio di 200 metri dalle scuole. Nella versione definitiva, diffusa oggi, scompare il principio legato alla metratura per far spazio ad una soluzione diversa, da molti considerata più flessibile: toccherà ai Monopoli (l’organismo di controllo dei giochi pubblici) esaminare progressivamente la posizione delle sale slot eccessivamente vicine a scuole, chiese e ospedali, sulla base delle indicazioni trasmesse dai comuni. E nelle circostanze giudicate più pericolose per i giovani si potrà procedere allo spostamento o alla chiusura. Con un occhio però agli interessi del settore e alla salvaguardia del gettito erariale (3,9 miliardi di euro lo scorso anno).Il ministro Balduzzi ha voluto che nel decreto fosse inserita l’indicazione, rivolta ai Monopoli di Stato e alle istituzioni locali, di mettere a punto «forme di progressiva ricollocazione delle sale territorialmente prossime a istituti primari, università, nosocomi e luoghi di culto».

Secondo l’Anci il testo nella sua nuova versione “non risolve le criticita’ della regolazione del gioco d’azzardo piu’ volte richiamate dai Comuni italiani. In particolare, permane il problema dell’assenza di norme che definiscano finalmente in modo chiaro le competenze dei Comuni per la regolazione delle aperture dei punti di raccolta del gioco’’. Ai Comuni – continua la nota dell’Anci – resta il dover sopportare costi sociali e ricadute, in termini di governo del territorio, determinati dalla presenza di sale giochi senza poter concretamente concorrere, secondo le leggi e nel rispetto del principio della leale collaborazione, al controllo della loro diffusione. Il decreto infatti si limita ad attribuire ai Comuni, sia per la pianificazione che per i controlli, un ruolo assolutamente marginale.

“Non diminuirà, purtroppo, il consumo di azzardo, ma almeno aumenterà la trasparenza” ha commentato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che nei mesi scorsi ha più volte chiesto al Governo di disciplinare il settore.

“Le nostre proposte sono state ascoltate” ha aggiunto Dona spiegando che “dal prossimo gennaio non sarà più possibile inserire gli spot sui giochi all’interno di programmi televisivi o proiezioni cinematografiche rivolte ai giovani, nonché via internet, ma soprattutto, (è questo l’aspetto sul quale ci siamo più battuti) le pubblicità dovranno contenere indicazioni sui possibili rischi di dipendenza e chiarire quali siano le effettive chance di vincita”.

“E’ una grande vittoria noi che ci abbiamo creduto, ma soprattutto per i consumatori, perché il Governo ha dimostrato che, nonostante l’importanza per le casse dello Stato degli introiti generati dal gioco e la pressione delle lobby, la salute dei cittadini è ancora una priorità” ha concluso Dona.

Un commento a “Decreto sanità, la versione definitiva. Novità sui giochi d’azzardo”

  1. daniele loscerbo ha detto:

    purtroppo prevale il principio di fare cassa…..il ministro della salute da un lato riconosce la dipendenza da gioco come malattia, ma non fa nulla per combatterla. la presenza di slot in tutti i locali è sottogli occhi di tutti grazie a leggi che hanno incentivato il gioco emanate da governi di destra e soprattutto di sinistra …..spero che una legge proibizionista del gioco d’azzardo venga presa in considerazione dai grillini o da chiunque abbia a cuore la salute psico fisica degli italiani