Salute, Federconsumatori: garantire universalità del servizio sanitario

Alla presentazione delle linee programmatiche del Ministero della Salute, il Ministro Beatrice Lorenzin ha sottolineato i cambiamenti del principio di universalità e affermato che “la riforma del Titolo V della Costituzione, i cambiamenti sociali e demografici, l’evoluzione scientifica e tecnologica della scienza medica, l’invecchiamento della popolazione (con aumento delle patologie croniche), l’evidente necessità di un contenimento della spesa sanitaria rendono non più procrastinabile ripensare al modello organizzativo e strutturale del sistema sanitario nazionale”. Sul tavolo c’è il tema della sostenibilità e universalità del Servizio Sanitario Nazionale.

Commenta Federconsumatori: “Riteniamo positiva la sfida in termini di efficienza ed innovazione, che implica un ripensamento dell’attuale modello organizzativo, ma non vogliamo più sentir parlare di tagli che mettono in discussione il diritto universalistico alla salute. Un modello fallimentare che ha progressivamente spostato la spesa per la sanità dallo Stato ai cittadini, portando alla privatizzazione ed aprendo le porte alle speculazioni finanziarie. La salute è un bene essenziale che deve essere salvaguardato per tutti, senza alcuna discriminazione”. L’associazione ribadisce il suo no all’impoverimento del Servizio Sanitario Nazionale e “insiste nel sostenere che il nostro Paese non può e soprattutto non deve rinunciare alla sanità pubblica universale. Non è tollerabile scaricare sui malati e sulle loro famiglie gli effetti disastrosi di politiche  miopi e di gestioni inadeguate (non prive di sprechi ed abusi), che stanno producendo gravi esclusioni sociali”.

“Chiediamo quindi al Ministro la massima trasparenza ed un impegno concreto per la valutazione dell’impatto della spesa sanitaria sui bilanci familiari, per il monitoraggio sulla qualità e sull’adeguatezza dei servizi (a partire dalle liste di attesa), nonché per una costante informazione e comunicazione nei confronti dei cittadini – conclude l’associazione – Chiediamo, infine, un tavolo per ascoltare i bisogni e dare spazio alle proposte delle associazioni che rappresentano i cittadini”.

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