A Tivoli emodinamica ancora chiusa: Cittadinanzattiva fa partire azioni legali

L’emodinamica di Tivoli è ancora chiusa, nonostante le rassicurazioni della Regione di una partenza entro settembre. E la situazione generale della Asl Rm G continua a essere critica, fra carenze di strutture, di posti letto e sovraffollamento dei pronto soccorso. Per questo Cittadinanzattiva Lazio, dopo aver inviato una diffida, ha deciso di far partire azioni legali a tutela della salute dei cittadini.

La consegna della diffida da parte di Cittadinanzattiva Lazio-Tribunale per i diritti del malato al presidente della Regione Nicola Zingaretti, al ministro della Salute e al direttore generale della Asl Roma G era seguita da una presa di posizione abbastanza dura da parte della Regione: “La polemica di Cittadinanzattiva sulla situazione della sanità nella Roma G appare del tutto infondata o frutto di distrazione”, aveva affermato in una nota la Regione Lazio in replica alla diffida dell’associazione, sottolineando che “per quanto riguarda l’emodinamica dell’ospedale di Tivoli questa Amministrazione ha risolto in questi mesi tutti i problemi che ostacolavano la regolare e legale funzionalità del servizio e da settembre riprenderà a funzionare grazie anche all’apporto di due cardiologi, in più l’ospedale sarà dotato di un centro conto l’ictus che sarà collegato in rete con il Policlinico Umberto I”. Qualche giorno fa, in effetti, è arrivata una nuova nota con la quale la Regione ha annunciato di aver autorizzato l’accreditamento dell’emodinamica per l’ospedale di Tivoli, “un servizio essenziale  e d’avanguardia  per un’area della provincia importante e densamente abitata come quella di Tivoli e Guidonia”.

L’associazione denuncia però che “oggi è il 1 ottobre, dopo una paradossale, pubblica pantomima con scambio di accuse reciproche tra Regione e Direzione Aziendale sul personale mancante, questo è il risultato: nulla. E’ ancora chiusa, alla faccia dei pazienti che rischiano la vita in caso di infarto: come documentano i dati ufficiali noti a tutti, in assenza di emodinamica la mortalità è molto più alta. Nulla nemmeno sugli altri punti della nostra diffida, non una parola. Dispiace che questa amministrazione, dopo promesse di partecipazione, ascolto e cambio di sistema, consideri le diffide di Cittadinanzattiva e dei cittadini alla stregua di lettere di auguri”.

Nella diffida l’associazione puntava i riflettori su tutta una serie di carenze e problemi della Asl Rm G, che ha un bacino di utenza di residenti pari a quasi 482.000 persone. “Attualmente l’Azienda versa in uno stato di grave carenza di personale, mancando 90 medici, 150 infermieri e 240 operatori tecnici e sanitari – denuncia l’associazione – Il bilancio preventivo dell’Asl Rm G indica una “perdita prevista per il 2014 di 104 milioni e 393 mila euro”. Inoltre, la situazione in cui versano i reparti ospedalieri desta grande preoccupazione, essendo da tempo in difficoltà con serie conseguenze per i cittadini, costretti a continue migrazioni, talvolta a rischio della vita (per mancanza o carenza di servizi di emergenza) e con impatto grave sulla qualità della vita (a causa del ricovero di molti pazienti in altre strutture di altre ASL anche molto lontane dai paesi di residenza)”. L’emodinamica di Tivoli, spiega Cittadinanzattiva nella diffida, è stata chiusa a maggio 2013. I computer con telecamera ambientale del progetto Ictus, nato nel 2010 per il teleconsulto durante la terapia trombolitica dei pazienti affetti da ischemia cerebrale o infarto acuto del miocardio negli ospedali sprovvisti di reparti di Neurologia, sono ancora coperti dal cellophane: sono cinque macchinari costati due milioni e mezzo di euro e ancora inutilizzati.

Altro problema riguarda i posti letto. Si legge nella diffida: “L’Asl Rm G ne ha persi altri 30 nell’ultimo anno e dispone solo di 0,98 posti ogni mille residenti a fronte dei 2,97 previsti dallo standard regionale. L’Asl Rm G può contare solo su 470 posti letto per acuti a fronte dei 1.431 che dovrebbe avere sulla base del fabbisogno della propria popolazione”. A questo si aggiunge il sovraffollamento dei pronto soccorso. Le 5 strutture d’emergenza sono costantemente oberate dagli accessi: il problema riguarda Colleferro, Subiaco, i due PS di Monterotondo e Palestrina e l’ospedale di Tivoli.

Oggi l’associazione ribadisce la lista della criticità: “continuano a mancare i centri mobili di rianimazione (ce n’è uno solo dotato di equipaggio in tutta la ASL, la più grande di Roma, e ha ormai 580.000 km sulle spalle) e le ambulanze con medico a bordo; c’è una sola TAC attiva 24 ore, a Tivoli, per la somministrazione di mezzo di contrasto in caso di necessità per casi urgenti; mancano le elisuperfici attrezzate per gli interventi di emergenza dell’elicottero (quindi si muove tutto su ambulanze assolutamente insufficienti in casi gravi, quindi la situazione è assai grave); ci sono solo 0,98 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti, contro i 3 previsti dalle norme, e nessuno se ne prende la responsabilità, con la regione che continua a tagliare i posti letto; Subiaco diventerà poco più di una “casetta della salute”, e dubitiamo che possa garantire il pronto soccorso perché la chirurgia non è prevista ma solo un “day-surgery”; il sovraffollamento drammatico dei pronto soccorso; la mancanza di personale che peggiora di giorno in giorno, e così via”. Tutto questo a danno dei cittadini. E dalla Regione, afferma Cittadinanzattiva, solo silenzio: “Abbiamo tentato in ogni modo di aprire una discussione, nessuna risposta. Adesso basta davvero. Cittadinanzattiva Lazio – Tribunale per i Diritti del Malato a questo punto, stante la mancanza di risposte e di fatti concreti, darà il via alle iniziative legali necessarie alla tutela dei cittadini residenti nella Roma G su tutti i punti della diffida”.

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