Abbigliamento, H&M bandisce sostanze tossiche. Greenpeace: ora tocca a Gore Tex

Niente più sostanze tossiche per la moda targata H&M. Il marchio di abbigliamento H&M ha infatti aderito all’impegno globale di bandire qualsiasi ulteriore utilizzo di sostanze tossiche quali i PFC (composti perflorurati) entro il 1 gennaio 2013. A darne notizie è Greenpeace, che si batte da tempo contro l’uso di sostanze tossiche nelle catene di produzione dell’abbigliamento.

H&M aveva annunciato la svolta a settembre dello scorso anno: dopo una settimana in cui gli attivisti di Greenpeace avevano attaccato sticker con il messaggio “Detox il nostro futuro” sulle vetrine dei negozi H&M, l’azienda svedese aveva deciso che al massimo entro il 2020 avrebbe eliminato le sostanze pericolose da tutti i processi produttivi legati alla fabbricazione dei propri prodotti, adottando i criteri stabiliti da Greenpeace per ripulire l’intera catena di fornitura.

Greenpeace accoglie con soddisfazione la decisione di H&M di eliminare definitivamente l’utilizzo di PFCs e dunque di mantenere l’impegno assunto attraverso la Campagna Detox con lo scopo di eliminare il rilascio di sostanze tossiche dalla sua catena di produzione e dai suoi prodotti” afferma il responsabile della Campagna Detox di Greenpeace Martin Besieux. P

er l’associazione ambientalista, si tratta di un chiaro messaggio col quale si sottolinea che l’uso di tali sostanze non è necessario, tenuto conto che sono tossiche e possono portare ad alterazioni del sistema ormonale. “Ci aspettiamo che anche gli altri marchi della moda che prestano attenzione alla sicurezza dei propri clienti e all’ambiente rispondano con eguale ambizione e prontezza al divieto di utilizzo dei composti perflorurati – aggiunge Besieux – Ci aspettiamo ora che anche W.L. Gore, il creatore di “Gore Tex” abbandoni i PFC“.

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