Acqua filtrata, troppi batteri in quella servita alcuni locali pubblici

Troppi batteri nell’acqua servita in alcuni locali pubblici di diverse località italiane. Dopo una serie di controlli, i Carabinieri del Nas hanno rilevato nei campioni di acqua del rubinetto filtrata e servita al pubblico in 56 locali di vario tipo, tra ristoranti, osterie e alberghi, il superamento dei limiti fissati dal decreto del Ministero della Salute sulla carica batterica.

I test, in particolare, hanno riguardato l’acqua trattata con caraffe filtranti o mineralizzata con appositi apparecchi. I Carabinieri hanno trasmesso i rapporti alle diverse Procure, tra cui quella di Torino dove il sostituo procuratore Raffaele Guariniello ha già aperto, in passato, diverse inchieste sulle caraffe filtranti e i sistemi di filtraggio dell’acqua.

“Riteniamo gravissimo quanto rilevato dai Nas – ha commentato Federconsumatori – Richiediamo che venga fatta un’analisi precisa e puntuale sui macchinari che producono tali effetti, disponendone, se necessario, il ritiro dal mercato e dai locali pubblici nei quali sono in funzione. È opportuno, inoltre, informare adeguatamente i cittadini circa questa vicenda, diffondendo le analisi su tali macchinari, ormai molto diffusi anche all’interno delle case degli italiani. A tale proposito ci attiveremo affinché le case produttrici, qualora i macchinari imputati risultino non a norma, provvedano alla sostituzione dei prodotti acquistati dagli ignari cittadini”.

 

Un commento a “Acqua filtrata, troppi batteri in quella servita alcuni locali pubblici”

  1. Ufficio Stampa Aqua Italia ha detto:

    AQUA ITALIA, da sempre è impegnata sul fronte nazionale ed europeo per partecipare alla stesura di regole che possano dar luogo a un mercato sempre più trasparente. In quest’ottica, la tutela del consumatore ricopre un ruolo chiave come emerso chiaramante dal D.M. del Ministero della Salute “Disposizioni tecniche concernenti apparecchiature finalizzate al trattamento dell’acqua destinata al consumo umano” dello scorso febbraio.

    Diversi articoli del nuovo D.M., infatti, prevedono che il produttore e il distributore mettano in commercio apparecchiature che, se utilizzate e manutenute secondo quanto previsto dal manuale d’uso e manutenzione, assicurino le prestazioni dichiarate e che l’acqua sia sempre conforme ai requisiti stabiliti dal D.L. N.31 del 02.02.2011 e s.m.i.

    A tal proposito, è obbligatorio offrire una garanzia assoluta della qualità dell’acqua trattata durante tutto il periodo di vita dell’apparecchiatura. Questo implica una responsabilità ripartita tra produttore, venditore, manutentore e l’utente finale che dovrà essere in grado di valutare le performance del prodotto seguendo il manuale di istruzioni obbligatorio consegnato all’atto dell’acquisto. I consumatori che acquistano un dispositivo di trattamento domestico dell’acqua, quindi, possono essere certi di aver acquistato un prodotto sicuro, controllato e garantito.

    I trattamenti dell’acqua utilizzati nei bar e ristoranti, invece, ricadono nella vigente legislazione in materia di sicurezza alimentare (Direttiva 98/83/CE). Quest’ultima garantisce la qualità dell’acqua erogata al netto della manutenzione periodica obbligatoria che il proprietario del locale deve effettuare con personale qualificato.

    “I sistemi di filtraggio dei locali pubblici di cui si sta parlando in questi giorni – sostiene Giorgio Moro, Presidente di Aqua Italia – necessitano di manutenzione periodica proprio come, ad esempio, le automobili. Se, dopo aver percorso un certo numero di chilometri, l’auto non venisse revisionata da personale competente, potrebbe non garantire la medesima performance. I nostri prodotti necessitano della medesima cura”.

    AQUA ITALIA, infine, ritiene necessario che vengano diffusi i risultati delle analisi dei controlli effettuati dai NAS in diversi locali pubblici, in quanto svariate segnalazioni di aziende del settore evidenziano l’applicazione di sanzioni al ristoratore sulla base di interpretazioni non corrette dell’attuale legislazione sulle acque potabili trattate e non.