Aifa: al via prima App per medici di famiglia su farmacovigilanza

Parte la prima App dedicata ai medici di famiglia per la farmacovigilanza, ovvero l’insieme di attività finalizzate a valutare in modo continuativo tutte le informazioni relative alla sicurezza dei farmaci. L’App per iPhone e iPad nasce dalla collaborazione tra l’Agenzia italiana del farmaco e la Federazione dei medici di medicina generale ed è dedicata appunto alle attività di farmacovigilanza.

L’applicazione, spiega l’Aifa, “si propone come nuovo strumento per la segnalazione delle reazioni avverse ai farmaci e ai prodotti a base di piante officinali e integratori alimentari, oltre che per la segnalazione in mobilità dei difetti di fabbricazione. Consente inoltre la consultazione delle banche dati sui segnali di farmacovigilanza e delle liste di trasparenza e rimborsabilità. È uno strumento che richiede competenza medica e permette di compilare le schede in maniera semplice e veloce. Lo standard adottato per la creazione delle schede di segnalazione è il formato PDF, che viene spedito automaticamente al termine delle operazioni di compilazione”. L’App sarà collegata al sito Aifa e i contenuti aggiornati in tempo reale.

Il lancio dell’applicazione ha suscitato l’interesse di Federconsumatori che parla di “farmacovigilanza a domicilio” per i cittadini. “Grazie ad una nuova app messa a punto dall’Aifa e dalla Fimmg, infatti, i medici di famiglia potranno aggiornare e tenersi informati in tempo reale sulle reazioni avverse ai farmaci e sulla loro rimborsabilità – scrive l’associazione – Un importante passo avanti, che consentirà di avviare più controlli a costo zero sulle reazioni indesiderate ai farmaci”. Per Federconsumatori si tratta di “un ulteriore progresso in direzione di una maggiore trasparenza ed informazione ai cittadini, sempre più necessaria e indispensabile anche a seguito delle recenti novità introdotte in tema di farmaci equivalenti. Si tratta di una prassi molto diffusa anche negli altri paesi, dove la diffusione dei farmaci equivalenti è molto maggiore rispetto al nostro Paese: basti pensare che negli Stati Uniti i farmaci equivalenti rappresentano l’85% del mercato”.

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