Alcol e giovani, Istat: comportamenti a rischio anche tra i ragazzi di 11-15 anni

L’alcol e i giovani, un rapporto da sempre problematico: i numeri parlano di ragazzi che iniziano a far uso di alcolici sempre più giovani. Rispetto a 10 anni fa gli adolescenti tra i 14 e i 17 anni che bevono alcolici fuori pasto sono aumentati di oltre il 3%, passando dal 15,5% del 2001 al 18,8% del 2011.

Considerando la popolazione italiana con più di 11 anni, è il 65% del totale ad aver consumato almeno una bevanda alcolica durante il 2011. Sono alcuni dati del rapporto “Uso e abuso di alcol in Italia” pubblicato oggi dall’Istat che fotografa come la popolazione più a rischio di comportamenti sbagliati verso l’alcol siano i giovani. Tra i ragazzi nella fascia d’età 18-24 spopola il binge drinking, ossia l’assunzione di 5 o più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve: il 15,1% dei giovani (21,8% dei maschi e 7,9% delle femmine) si comporta in questo modo, soprattutto nei momenti di socializzazione. Ma il rischio si diffonde anche tra i ragazzi di 11-15 anni: l’11,9% di questi, senza significative differenze tra maschi e femmine, ha almeno un comportamento a rischio. Dato particolarmente grave perché pone le basi per possibili consumi non moderati nel corso della vita.

I comportamenti più a rischio sono maggiormente diffusi tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche (31,9%), mentre tra i coetanei che non vanno in discoteca quelli a rischio sono il 7,8%. Stesse differenze si riscontrano tra frequentatori e non di spettacoli sportivi e concerti di musica non classica.

In totale sono 8 milioni e 179 mila gli italiani con comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato, binge drinking, consumo di alcol da parte dei giovanissimi). I comportamenti a rischio sono più diffusi tra gli anziani oltre i 65 anni (il 43,0% degli uomini contro l’10,9% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 22,8% dei maschi e l’8,4% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l’8,4% delle femmine). Nel 2011 il 66,9% della popolazione dai 14 anni in sù ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno: una percentuale stabile rispetto all’anno precedente e in diminuzione di oltre il 5% rispetto al 2001. Rispetto a 10 anni fa è calato del 18,4% il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche; tra le donne il calo è stato del 25,7%.

E’ in aumento il numero di chi dichiara di bere alcolici fuori dai pasti (dal 24,9% nel 2001 al 27,7% nel 2011) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 37,1% nel 2001 al 40,3% nel 2011). Diminuiscono i bevitori di vino e birra, mentre rimane invariata quella di chi consuma anche aperitivi alcolici, amari e superalcolici. Beve vino il 53,3%, birra il 46,2% e aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori il 40,6%; beve vino tutti i giorni il 23,6% e birra il 4,5%.

Il Codacons chiede provvedimenti urgenti per fronteggiare i rischi connessi all’uso e abuso di alcol. “E’ necessario apporre etichette su bottiglie di birra, vino e alcolici in genere, contenenti avvertenze che informino i consumatori circa la pericolosità dell’alcol e gli effetti negativi per la salute, al pari di quanto già avviene per le sigarette – spiega il Presidente Carlo Rienzi – I consumatori, specie i giovanissimi, devono avere informazioni chiare circa il contenuto dei prodotti alcolici, i rischi per la salute che derivano dal consumo di bevande alcoliche, e gli effetti collaterali legati all’uso e abuso di alcol. Così – conclude Rienzi – sarà possibile consentire un consumo responsabile e contribuire a ridurre i rischi legati agli eccessi alcolici”.

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