Altroconsumo: l’aranciata non cambia. Niente più frutta

L’aumento dal 12 al 20% della frutta contenuta nelle bibite non ci sarà.  Il decreto – pensato e voluto dal penultimo ministro della salute Renato Balduzzi – è stato giudicato in contrasto con il principio comunitario sulla libera circolazione delle merci. A darne notizia è Altroconsumo secondo cui “a rimetterci sono ancora una volta i consumatori. Più che altro per una questione di principio: il decreto doveva essere considerato una buona occasione per obbligare le aziende a migliorare i loro prodotti, più che uno strumento reale per la salute dei nostri figli”.

“Non è certamente dando bibite zuccherate e gasate ai bambini che insegniamo loro a mangiare bene” afferma l’Associazione ricordando che “l’Italia è tra i primi posti in Europa per il numero di bambini sovrappeso o obesi: un terzo dei bimbi – tra gli 8 e 9 anni – pesano troppo. Obesità e sovrappeso sono ormai emergenze mondiali proprio a causa di un consumo di zuccheri e cibi grassi in continuo aumento e della diminuzione dell’attività fisica. La razione di zuccheri aggiunti, per esempio, da consumare giornalmente non dovrebbe superare i 10 cucchiaini o zollette, ma non è raro trovare prodotti che, con una sola porzione, coprono metà della razione giornaliera consigliata. E le bibite appartengono a questa categoria: con un bicchiere di aranciata si ingeriscono quasi 5 zollette di zucchero”.

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