Anmil, sindacati e vittime siglano protocollo intesa contro amianto

Amianto: liberiamocene!”: è la scritta che campeggia sui manifesti della campagna di raccolta fondi “Asbestus Free”per sostenere la ricerca sull’amianto, lanciata oggi a Roma insieme alla firma di un protocollo d’Intesa fra la Fondazione ANMIL “Sosteniamoli Subito”, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL e le Associazioni AFeVA (Associazione Familiari e Vittime Amianto) e AIEA (Associazione Italiana Esposti all’Amianto), che hanno presentato in Senato il Protocollo d’intesa “Liberi dall’Amianto”, iniziativa di partnership in favore della ricerca scientifica sul tema dell’amianto. “Con questo Protocollo, per la prima volta, i maggiori Sindacati e le Associazioni di vittime dell’amianto si sono “alleati” per promuovere l’informazione e la sensibilizzazione sociale finalizzata al sostegno della ricerca per la prevenzione e per la cura delle malattie asbesto-correlate”, si legge in una nota congiunta.

Le malattie da amianto sono una tragedia annunciata che continua a dispiegare i suoi effetti nel tempo. Le associazioni delle vittime, degli ex esposti e gli ambientalisti, alla vigilia della recente conferenza governativa a Venezia, hanno denunciato che  “a 20 anni dalla sua messa al bando l’amianto continua a causare oltre 2mila vittime all’anno; 34.148 sono i siti ancora da bonificare per oltre 32 milioni di tonnellate di amianto sparso in tutto il Paese con cave di materiali contenenti la pericolosa fibra ancora attive”.

Dal 27 marzo 1992, con la Legge n. 257, anche l’Italia, come già avevano fatto altri Paesi, ha messo al bando tutti i prodotti e i materiali contenenti amianto, vietandone l’estrazione, l’importazione, la produzione e la commercializzazione. Purtroppo le fibre del materiale killer avevano già minato la salute di molti lavoratori, incubandosi lentamente e subdolamente nei loro polmoni per poi manifestarsi (come nel caso dei mesotelioma) anche a distanza di 30/40 anni. Inoltre non tutte le strutture sono state adeguatamente bonificate e, secondo uno studio condotto di recente da Legambiente, in Italia ci sono ancora 75.000 ettari di territorio contaminato da amianto e che non sono stati mai bonificati.

“Allo stato attuale, sul piano degli effetti sulla salute dei lavoratori, il bilancio è drammatico e purtroppo destinato ancora ed inevitabilmente a crescere”, sottolineano i promotori della campagna di sensibilizzazione lanciata oggi. Nel 2012 (dati Inail) sono state denunciate, ai fini del riconoscimento e dell’eventuale indennizzo, 2.250 patologie correlate all’amianto, pari al 5% delle 46.558 malattie professionali segnalate complessivamente nell’anno. Dalle stesse statistiche Inail emerge chiaramente che quello delle patologie da amianto è un fenomeno in crescita tendenziale: il dato 2011 fa registrare infatti un aumento del 18% nell’ultimo quinquennio (erano circa 1.900 nel 2006) e di ben il 50% nell’ultimo decennio (erano 1.500 circa nel 2001). E stime elaborate da tecnici Inail ed esperti evidenziano che il picco della manifestazione della malattia è previsto intorno al 2025: in tale anno, in base a proiezioni elaborate con l’ausilio di un modello statistico previsionale, si può stimare un numero di almeno 3.500 casi di manifestazione di malattie correlate all’amianto con una crescita di circa l’85% rispetto al 2006 e del 56% rispetto a oggi.

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