Arsenico nell’acqua, Codacons: domani assemblea pubblica a Tarquinia

L’ultima deroga alla legge 31/2001 che fissa i limiti di concentrazione di arsenico e fluoro nell’acqua potabile è scaduta il 31 dicembre 2012 e la situazione è tutt’altro che risolta in molti comuni del Lazio. Fra questi c’è Tarquinia, dove domani il Codacons ha convocato un’assemblea pubblica per lanciare un’azione in cui si chiedono 1.500 euro di risarcimento a utenza e la riduzione delle bollette.

L’acqua potabile contaminata dall’arsenico desta preoccupazione e Tarquinia, spiega l’associazione, rientra tra quei comuni che entro il 31 dicembre 2012 non hanno risolto il problema dell’arsenico nelle acque del proprio territorio, con la conseguenza che dal primo gennaio di quest’anno  migliaia di cittadini sono rimasti senza acqua potabile, e nessuna deroga è più possibile.

“L’arsenico in quantità superiori al limite di legge – spiega il Codacons – è dannosissimo per la salute, compromettendo in modo gravissimo il sistema digestivo ed il sistema nervoso. Tuttavia ora, dopo la clamorosa sentenza del TAR del Lazio, numero 664 del 2012, che condanna i Ministeri della Salute e dell’Ambiente a risarcire gli utenti dell’acqua avvelenata all’arsenico, il Codacons ha deciso di lanciare un nuovo ricorso, finalizzato a far ottenere ai cittadini residenti a Tarquinia il risarcimento del danno subito e la riduzione delle tariffe idriche”.

L’assemblea si svolgerà domani, 19 gennaio, alle 12.00 presso la Società Tarquiniense d’arte e storia di Tarquinia (Via delle torri, 31), e spiegherà come aderire all’azione di risarcimento, grazie alla quale, afferma il Codacons, sarà possibile ottenere 1.500 euro di risarcimento a utenza e la riduzione delle bollette.

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