Avvocato generale Ue: sì a farmaci con obbligo di ricetta solo in farmacia

Secondo l’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea Nils Wahl “il principio del diritto UE sulla libertà di stabilimento non osta ad una normativa nazionale che riserva alle farmacie la vendita di medicinali soggetti a ricetta medica, ma posti a carico dell’acquirente”. Questa la proposta di risposta al Tar del Lazio che arriva dall’Avvocato generale sulla possibilità di vendere i farmaci con obbligo di ricetta, ma a carico dei cittadini, anche nelle parafarmacie.

L’Avvocato è stato interpellato da alcune parafarmacie che avevano presentato domanda, presso l’Asl, l’amministrazione comunale, il Ministero della Salute e l’Aifa, per l’autorizzazione a vendere al pubblico medicinali soggetti a ricetta medica ma a totale carico dell’acquirente, nonché tutte le specialità medicinali per uso veterinario soggette a ricetta medica, anch’esse totalmente a carico del cliente. Dopo che la richiesta è stata respinta, le parafarmacie hanno impugnato la decisione dinanzi al Tar della Lombardia affermando che la normativa italiana era incompatibile con il diritto dell’Unione, e il Tar ha chiesto alla Corte di giustizia UE di chiarire se una normativa nazionale che riserva alle farmacie la vendita di prodotti farmaceutici soggetti a ricetta medica, ma che sono posti a carico dell’acquirente, sia compatibile con le disposizioni del diritto dell’Unione.

Secondo l’Avvocato generale (le cui conclusioni non vincolano la Corte di Giustizia) la normativa italiana intende tutelare la salute assicurando la distribuzione dei farmaci su tutto il territorio nazionale. “Il sistema italiano affida alle farmacie la prestazione di un servizio pubblico e le sottopone ad una serie di obblighi specifici che invece non gravano sulle parafarmacie – si legge in una nota – Tali obblighi e limiti implicano costi supplementari importanti per le farmacie. Non si può escludere che una riduzione sostanziale del monopolio sulla vendita di determinati medicinali esporrebbe alcune farmacie al rischio di perdere la propria redditività, poiché le priverebbe di introiti adeguati”.

L’Avvocato rileva inoltre che “la questione di decidere se le parafarmacie possano essere autorizzate a vendere altre categorie di medicinali senza pregiudicare il sistema di distribuzione territoriale delle farmacie istituito dal legislatore italiano, non spetta peraltro alla Corte. Uno Stato membro può adottare misure idonee ad evitare o a minimizzare il rischio che talune parti del suo territorio siano servite da un numero insufficiente di farmacie. La garanzia che tutti i medicinali soggetti a ricetta medica siano dispensati soltanto dalle farmacie è preordinata a scongiurare qualsiasi rischio di tal genere”. Da qui la conclusione che il diritto dell’Unione non osta alla normativa nazionale italiana che riserva la vendita dei medicinali soggetti a ricetta medica e a carico dell’acquirente alle sole farmacie.

L’Avvocato generale propone dunque alla Corte di Giustizia Europea, che si esprimerà entro la fine dell’anno, di rispondere al Tar Lombardia che la normativa italiana è compatibile con il diritto comunitario. La pronuncia è accolta con soddisfazione da Federfarma e dalla Fofi – Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, il cui presidente Andrea Mandelli commenta: “Le conclusioni dell’Avvocatura Generale della Corte di Giustizia Europea, che naturalmente non sono la sentenza, vanno considerate come il segno che ormai si è creata una giurisprudenza che considera la regolazione della dispensazione del farmaco come uno degli strumenti con i quali gli Stati nazionali organizzano la tutela della salute della popolazione”.

3 Commenti a “Avvocato generale Ue: sì a farmaci con obbligo di ricetta solo in farmacia”

  1. attilio ha detto:

    In nessun Paese dell’Europa esiste la parafarmacia come in Italia: i farmaci da banco sono venduti anche nei supermercati senza il farmacista (Olanda, Germania, UK).
    Dal punto di vista del consumatore è un grande risparmio perché i farmaci da banco possono costare meno (non c’è il farmacista da stipendiare o il farmacista che ci deve guadagnare). E non mi parlate di rischi per la salute: credo che noi italiani non possiamo dare alcun giudizio di civiltà sui Paesi che ho nominato prima.
    Comunque, se non ci piace l’Europa, possiamo sempre staccarci: forse con i Paesi africani andremo più d’accordo.

  2. gerry ha detto:

    grazie europa ,se prima mi chiedevano un milione di euro per comprarmi la farmacia e esercitare la professione ,adesso mi chiederanno 10 milioni.EVVIVA L EUROPA UNITA

  3. francy ha detto:

    l europa ha fatto solo danni ,bisogna ricordare all avv che le parafarmacie sono state aperte da farmacisti disoccupati,farmacisti laureati ed abilitati dallo Stato a stare disoccupati ma grazie a Bersani hanno avuto il coraggio e l opportunità di crearsi dal nulla un lavoro