Bevande energizzanti, UNC: consumo limitato

Il ricorso agli integratori alimentari va limitato: la dieta mediterranea, da sola, basta a soddisfare i fabbisogni nutrizionali degli sportivi. Parola di Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori, che commenta così la diffusione di bevande energizzanti tra sportivi e non.

“Le sostanze che si assumono con gli integratori -spiega Macrì- sono normalmente presenti negli alimenti (carboidrati, proteine, aminoacidi, creatina, L-carnitina, carnosina, lipidi, vitamine, minerali), ma spesso sono ‘superdosi’, che potrebbero avere delle conseguenze importanti sui consumatori. Un sovradosaggio di caffeina, ad esempio, può interferire con l’attività del sistema nervoso (irritabilità, agitazione, irrequietezza), così come l’alta percentuale di zuccheri favorisce la predisposizione al sovrappeso, obesità, erosione dentaria e carie. Inoltre -aggiunge l’esperto- il principale rischio è rappresentato dalla sempre più diffusa assunzione di cocktail a base di energy drink e alcool  in quanto gli energizzanti possono mascherare i sintomi dell’ebbrezza e il consumatore continua a bere mettendosi ancora più in pericolo”.

“Il consumo di bevande energetiche -afferma Macrì- può essere giustificato solo in occasioni particolari (ad es. prima di attività fisica intensa) e va sempre accompagnato da una cospicua assunzione di acqua per limitare il rischio di disidratazione; è sempre bene, poi, moderarne il consumo seguendo le indicazioni riportate in etichetta (ad es. non bere più di 125 ml al giorno, cioè mezza lattina, se le bevande contengono combinazioni di caffeina, taurina, D-glucuronolattone ad alte dosi). Infine -conclude Agostino Macrì- il consumo è sconsigliato a determinate tipologie di consumatori tra cui i bambini, le donne in gravidanze ed i soggetti affetti da problemi cardiovascolari, ipertensione, sovrappeso e obesità (in questi casi è necessario consultare il medico prima di farne uso)”.

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