Cannabis a uso medico, ok dell’Olanda a maggiori scorte: 1000 kg nel 2019

Con una breve lettera, il Ministro della Salute olandese, Hugo De Jonge, ha comunicato all’omologo italiano, Giulia Grillo, di aver accolto la richiesta di aumentare i quantitativi di cannabis flos per l’anno 2018 e 2019, portando così il totale fino a 700 kg all’anno.

Si tratta di infiorescenze prodotte dalla società Bedrocan per conto del Governo dell’Aja, commercializzate dall’Office of medicinal cannabis, l’organismo nazionale deputato al controllo e alla vendita della cannabis a uso medico. Le varietà inviate dipenderanno dall’effettiva disponibilità.

Il nostro Paese può contare attualmente oltre all’importazione dall’Olanda, sulla produzione nazionale assicurata dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (che dovrebbe arrivare a 200 kg annui dai 50 iniziali) e sull’importazione dalla Germania (stock in corso di definizione).

Il 2019 dovrebbe finalmente segnare l’anno della svolta per i pazienti in trattamento, poiché per la prima volta le disponibilità effettive dovrebbero superare la tonnellata, a fronte dei 350 kg del 2017 e dei circa 600 kg del 2018, rispondendo in maniera più adeguata alle aumentate richieste di prescrizioni mediche”; sottolinea il Ministro Grillo.

“Negli ultimi mesi, le disponibilità di cannabis a uso medico sono cresciute, venendo dunque incontro alle giuste richieste delle associazioni dei pazienti, anche se restano difficoltà nella distribuzione su cui vanno fatti ulteriori passi avanti. Mi sono impegnata fin dalle prime settimane del mio insediamento a trovare il modo per rispondere con atti concreti alle esigenze delle persone sofferenti, che dall’uso della cannabis terapeutica traggono effettivo sollievo al dolore cronico”.

“A chi guarda con sufficienza a queste problematiche e fa ironia sull’uso di questa sostanza, rispondo da medico, prima che da ministro, ricordando a tutti che le preparazioni a base di cannabis possono essere prescritte solo dal medico e sono utilizzate principalmente nella terapia del dolore, in caso di gravi patologie quali la sclerosi multipla e le lesioni midollari, ma anche nella cura dei tumori per alleviare i sintomi causati dalla chemio e radioterapia. Anche per questo sono particolarmente orgogliosa di poter dare una prima risposta ai pazienti, perché sappiamo, lo ripeto, che vi sono ancora disomogeneità nella distribuzione del farmaco e su questo bisogna continuare a lavorare”.

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