Chikungunya, nella Asl Roma 2 riprende la raccolta sangue

Emergenza conclusa, riprende la raccolta di sangue nella Asl Roma 2, che era stata sospesa lo scorso settembre per l’allarme causato dalla Chikungunya, patologia trasmessa dalla zanzara tigre. “Riprende la raccolta di sangue nel territorio della Asl Roma 2, che era stata bloccata per lo sviluppo di focolai di Chikungunya”: è quando deciso dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità sulla base della relazione sui casi confermati inviata dalla Direzione Generale Salute e Politiche Sociali della Regione Lazio. Il blocco rimane invece per Anzio.

Lo stop per la Asl Roma 2 era stato deciso il 13 settembre scorso e contemporaneamente erano state attivate le misure di compensazione e la mobilitazione delle scorte di sangue accantonate per le maxiemergenz, fino alla programmazione di donazioni straordinarie, spiegano ancora dal Centro Nazionale Sangue. In poco più di un mese, dall’inizio dell’emergenza, sono state messe a disposizione da parte delle regioni circa 6400 sacche. “La risposta del sistema sangue è stata eccezionale”, commenta il direttore del Centro Nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno: “Solo grazie allo sforzo congiunto delle Regioni e delle loro Strutture per il coordinamento per le attività trasfusionali, dei professionisti e delle associazioni dei donatori è stato possibile garantire l’attività dei centri trasfusionali romani. La risposta di tutto il sistema sangue è stata eccezionale, e ha permesso di scongiurare possibili ripercussioni molto pesanti sull’erogazione delle terapie trasfusionali, indispensabili a garantire terapie salvavita e interventi chirurgici complessi, come i trapianti. Con queste nuove misure più leggere la fase di emergenza si può considerare conclusa”.

Di quali misure si tratta? Per tutto il territorio di Roma e per il comune di Latina, precisa il Cns, rimane la quarantena di cinque giorni per gli emocomponenti raccolti, che potranno essere utilizzati previa acquisizione della dichiarazione di assenza di sintomatologia del donatore. Rimane invece la sospensione della raccolta per il solo comune di Anzio. Nel resto d’Italia si applica la quarantena, sempre di cinque giorni, agli emocomponenti donati da persone che abbiano soggiornato a Roma o a Latina, mentre per chi è stato ad Anzio deve essere applicata una sospensione per 28 giorni. Tutte le misure non si applicano nel caso di donazione mediante aferesi di piastrine e/o plasma di uso clinico, se sottoposti a procedura di riduzione dei patogeni mediante inattivazione virale e, in caso di donazione di solo plasma, se esso è destinato alla produzione industriale di farmaci plasmaderivati.

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