Commissione europea lancia azione contro sostanze psicoattive

Hanno nomi come mefedrone, una droga simile all’ecstasy, o 4-MA, sostanza simile all’amfetamina, o 5-IT, altra droga di sintesi: sono le nuove sostanze psicoattive, sempre più diffuse in Europa e usate in alternativa a cocaina ed eroina. Il fenomeno ha proporzioni allarmanti: il numero delle sostanze rilevate nell’Unione europea è triplicato tra il 2009 e il 2012. Solo nel 2013 è stata segnalata più di una nuova sostanza alla settimana. E con sempre maggior frequenza le sostanze sono disponibili via Internet e si diffondono rapidamente da uno Stato membro all’altro, tanto che l’80% delle nuove sostanze psicoattive è stato riscontrato in più di uno Stato membro. I giovani, evidenzia un sondaggio Eurobarometro, sono i più esposti ai rischi di queste sostanze: in media il 5% dei giovani nell’Ue ha fatto uso di sostanze psicoattive almeno una volta, con un picco del 16% in Irlanda e di quasi il 10% in Polonia, Lettonia e Regno Unito. È di fronte a questi dati che la Commissione europea ha presentato oggi una proposta volta a rafforzare la capacità dell’Unione europea di rispondere a questo fenomeno: la proposta prevede che le sostanze psicoattive nocive siano rapidamente ritirate dal mercato, fermi restando i vari usi industriali e commerciali legittimi di tali sostanze.

L’iniziativa legislativa risponde alle allarmanti segnalazioni provenienti dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e dall’Europol circa la dimensione del problema e alle conclusioni di una relazione del 2011, secondo le quali è necessario rafforzare l’attuale meccanismo di lotta alle nuove sostanze psicoattive. Ha detto la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia: “Le nuove sostanze psicoattive sono un problema sempre più grosso in Europa, che comporta gravi rischi soprattutto per i giovani. Con un mercato interno senza frontiere, dobbiamo dotarci di norme comuni a livello dell’UE per affrontare il problema”.

Il consumo di nuove sostanze psicoattive può avere conseguenze mortali. Secondo quanto segnalato, ad esempio, la sostanza “5-IT” avrebbe causato la morte di 24 persone in quattro Stati dell’UE, in soli cinque mesi tra aprile e agosto 2012. La droga “4-MA”, una sostanza che imita l’amfetamina, sarebbe tra le concause di morte di 21 persone in quattro Stati UE nel solo periodo 2010-2012.

L’attuale sistema, istituito nel 2005, volto ad individuare e vietare tali nuove droghe non è più adeguato. La proposta della Commissione intende migliorare e accelerare la capacità dell’Unione di combattere le nuove sostanze psicoattive, prevedendo tempi più veloci: oggi infatti la procedura volta a vietare una sostanza nell’Ue richiede almeno due anni. In futuro l’Unione potrà adottare decisioni entro dieci mesi. In casi particolarmente gravi, la procedura sarà ancora più breve in quanto sarà possibile ritirare immediatamente le sostanze dal mercato per il periodo di un anno. Tale disposizione permetterà di sottrarre la sostanza dalla disponibilità dei consumatori, fintanto che non sia stata completata un’approfondita valutazione dei rischi. Il sistema attuale non ammette invece misure temporanee e la Commissione non può proporre una misura restrittiva nei confronti di una sostanza prima di aver ricevuto una relazione completa sulla valutazione dei rischi.

Un altro elemento della proposta della Commissione è l’adozione di un sistema più proporzionato rispetto ai potenziali rischi: le sostanze che presentano un rischio moderato saranno soggette a restrizioni nel mercato dei beni di consumo mentre le sostanze che presentano un livello di rischio elevato saranno bandite da tutti i mercati. Solo nei confronti delle sostanze più nocive, che comportano gravi rischi per la salute dei consumatori, saranno introdotte norme di diritto penale, come nel caso delle droghe illecite. Il sistema attuale prevede invece due sole opzioni: nessun intervento a livello dell’UE o bando totale delle sostanze dai mercati corredato di sanzioni penali. La mancanza di alternative fa sì che, attualmente, l’Unione non intervenga nei confronti di alcune sostanze nocive.

Dal 1997 gli Stati membri hanno scoperto oltre 300 sostanze, ad un ritmo triplicato tra il 2009 e il 2012 (da 24 nel 2009 a 73 nel 2012). Nel 2010 la Commissione ha proposto e ottenuto l’interdizione in tutta l’UE del mefedrone, una droga simile all’ecstasy e, all’inizio del 2013, della sostanza 4-MA, simile all’amfetamina.

 

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