Costa Concordia, attenzione ai bambini: più esposti a disturbi di natura psichica

S’è detto e si è scritto di tutto sul naufragio della Concordia: responsabilità del comandante e relativo – immancabile – risvolto “rosa”. Poi tutta la polemica relativa al risarcimento con 15 associazioni che hanno aderito all’accordo con Costa Crociere e le altre che, invece, ritengono che 14 mila euro siano “elemosina rispetto al danno patito dai naufraghi”. Tutto vero. Però nessuno fino ad adesso ha puntato la sua attenzione sul dramma che hanno vissuto i bambini che erano a bordo di quella nave da sogno. In molti, intervistati nei vari talk show televisivi che si stanno occupando del caso, hanno detto che in quei frangenti “mentre gli adulti urlavano, i bambini erano muti”. E dopo?

Secondo dottor Roberto Alessi di Grosseto, consulente medico di Confconsumatori, “un tale evento nell’età evolutiva (4-13 anni) ha una incidenza più grave e può dar vita, con alta probabilità, a fenomeni noti come “disturbo da stress post traumatico”, che possono comparire anche a distanza di settimane o alcuni mesi. Il disturbo si manifesta con persistenti difficoltà nel ritmo sonno-veglia, nella capacità di concentrazione e, talvolta, anche nella gestione dei rapporti interpersonali. Tale patologia è di difficile trattamento, può persistere per molti anni, innescando importanti disturbi ansiosi anche nell’età adulta. L’evento traumatico rimane impresso nella psiche del bambino come un punto di riferimento minaccioso e inamovibile, e può condizionare il normale sviluppo psichico della persona”.

Cosa possono fare le famiglie di questi piccoli? Il dottor Alessi raccomanda “qualora si manifestino disturbi di questo genere nel comportamento dei figli, è bene farli visitare dal proprio pediatra ed eventualmente da esperti neuropsichiatri per l’infanzia”.

L’impossibilità di quantificare nell’immediato il danno psicologico subito, è una delle ragioni che hanno spinto Confconsumatori a ritenere che sia ancora presto per quantificare il danno complessivo effettivamente patito, del quale chiedere il risarcimento in quanto diretta conseguenza del turbamento psicofisico subito dai viaggiatori.

Intanto, oggi sono riprese le operazioni di svuotamento del carburante:  condizioni meteo marine permettendo, una giornata di lavoro per terminare le operazioni preliminari e una giornata per avviare il pompaggio. Un’operazione che interesserà complessivamente 15 serbatoi.  Nei primi 6 è stimato si trovi il 67% dell’intero carico di carburante e di diesel pari a 1518 metri cubi. Ci sono poi nove serbatoi che conterrebbero 377 metri cubi per un dato complessivo dell’84% di carburante. Oltre a questo, all’interno della Concordia, rimarrebbe la quota parte della sala macchina e che dovrà essere esplorata nel momento in cui i tecnici di Smit potranno accedervi e che dovrebbe corrispondere a circa 348 metri cubi di carburante. 

 

 

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