Ego test flu, affossata definitivamente la class action del Codacons

La class action italiana è di difficile applicazione e lo dimostra un ennesimo caso. L’azione di classe proposta dal Codacons contro la Voden Medical Instruments SPA, ideatrice e distributrice del test “ego test flu”, è stata definitivamente affossata.

Il test fai da te era stato pubblicizzato come strumento di facile rilevazione della presenza dell’influenza A e B ed è stato commercializzato su larga scala nel 2009, quando è scoppiato il virus dell’influenza A. Ma, dopo qualche mese, lo stesso Ministero della Salute ha rivelato l’inefficacia del prodotto.

A gennaio 2010 il Codacons portò dinanzi al Tribunale di Milano l’azienda ideatrice e distributrice del test (solo nel 2009 in Italia ne sono state distribuite 32.017 confezioni, per un fatturato di 204.000 euro). Ebbene  dopo che sei giudici di Milano hanno ammesso la class action, un nuovo giudice  ha cambiato idea ed ha cancellato due ordinanze di ammissibilità, ritenendo la proponente una non consumatrice, la stessa che 2 collegi di giudici avevano giudicato in grado di rappresentare la classe dei consumatori nelle precedenti ordinanze.

I giudici del Tribunale di Milano ritengono che l’azione sia iniziata male dal momento che la promotrice aveva comprato troppo in fretta il kit (spaventata dall’influenza), e  lo stesso giorno, avendo saputo che esso era del tutto inutile,  aveva dato procura notarile al Codacons per avviare a suo nome una azione per la restituzione dei soldi e per il risarcimento della sofferenza psichica subita: “la sua colpa, aver fatto questo senza prendersi qualche giorno per riflettere sul da farsi”.

Dopo che Tribunale  e Corte di Appello di Milano hanno ritenuto ammissibile la class action del Codacons, “il giudice del Tribunale di Milano Vincenzo Perozziello si intigna su circostanze irrilevanti e non solo condanna la promotrice dell’azione collettiva  tornando indietro di due gradi di giudizio, ma addirittura condanna anche un semplice aderente, ossia un consumatore ignaro di tutto, che aveva aderito all’invito rivolto per ordine del Tribunale e della Corte di Appello a tutti coloro che avevano comprato lo stesso kit, a pagare ben 15mila euro“.

“A questo punto – commenta l’associazione – il Giudice Perozziello dimostra di non aver mai letto la legge sulla class action; per tale motivo abbiamo chiesto oggi al Ministro della Giustizia Paola Severino e al CSM di inviare ispettori al Tribunale di Milano per verificare il corretto operato dei giudici milanesi. Se infatti appare sorprendente che il Tribunale di Milano abbia cancellato due ordinanze precedenti di ammissibilità, quel che davvero richiede un richiamo anche disciplinare è la condanna inflitta anche ad un povero cittadino ignaro di tutto che si era limitato ad aderire all’invito rivolto dalla Corte di Appello e che, secondo le regole della legge, non ha alcuna responsabilità nella promozione dell’azione che secondo Perozziello sarebbe viziata”.

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