Europa: i medici italiani lavorano troppo. Cittadinanzattiva: tutelare diritti dei cittadini

La Commissione Europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia europea per non aver applicato correttamente la direttiva sull’orario di lavoro dei medici del Servizio Sanitario Nazionale, consentendo di fatto che il personale sanitario lavori fino a 70 ore settimanali. I turni diventano infiniti: sulla carta dovrebbero essere di 48 ore settimanali, ma arrivano anche a 60 o a 70, e spesso non viene rispettato il riposo settimanale che dovrebbe essere garantito. Per Cittadinanzattiva, questa situazione mette a rischio sia i diritti dei lavoratori sia quello dei cittadini.

“Se si continua su questa strada a rischio ci sono soprattutto i diritti dei cittadini all’accesso e alla sicurezza delle cure, oltre che quelli legittimi dei lavoratori – afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva – Se è stata approvata una Direttiva Europea questa va applicata, a maggior ragione perché a garanzia di cittadini e operatori del SSN e perché non possiamo permetterci di polverizzare risorse pubbliche per eventuali procedure d’infrazione. Bisogna metter mano a questa situazione velocemente, intervenendo sul blocco del turn over del personale sanitario, reiterato negli ultimi anni. Come Tribunale per i diritti del malato abbiamo più volte denunciato che le prime due voci di segnalazioni dei cittadini alla nostra Organizzazione sono proprio quelle della difficoltà di accedere alle prestazioni socio-sanitarie pubbliche e la sicurezza delle cure”.

L’associazione ricorda quanto queste difficoltà diventino maggiori nelle Regioni sottoposte a piani di rientro. “Ad esempio in questi giorni stiamo ricevendo segnalazioni di cittadini della Regione Lazio sulle difficoltà di alcune strutture sanitarie di prendere in carico le persone con demenza, in particolare con Alzheimer, e i loro familiari – afferma Aceti – L’impressione è che per garantire le urgenze si stia riducendo l’offerta di servizi per la presa in carico e la gestione delle condizioni di fragilità, come malati cronici e non autosufficienti”.

Comments are closed.